Enrico Rossi al bivio: candidatura o addio. E la Regione trema

Europee, il governatore proverà a prendere l'ultimo treno: la lista unica. Rischio elezioni anticipate in Toscana

Il mandato in Regione non avrebbe una sua scadenza naturale così imminente: giugno 2020. Eppure il governatore Enrico Rossi ha poche settimane per decidere se prendere l'ultimo treno per rimanere sui binari della politica, le elezioni europee in programma il prossimo 26 maggio, oppure farsi l'ultimo anno alla guida della Toscana e poi chissà.

Non presentandosi all'appuntamento per volare a Strasburgo (sede del Parlamento Europeo), Rossi avrebbe infatti i mesi contati. Ha già fatto due mandati e non potendosi ricandidare per il terzo uscirebbe di fatto dal "giro" dopo 35 anni di incarichi politici: superata la data di maggio prossimo, non si vedono all'orizzonte, almeno ad oggi, partite elettorali che gli consentirebbero di rimanere (o tornare) in sella per un incarico istituzionale o rappresentativo.

Il 'comunista di Pontedera' - dopo cinque anni da assessore e vicesindaco nel suo comune, di cui poi è stato sindaco per nove anni, dieci anni da assessore alla sanità e nove da Presidente - rischia di rimanere all'asciutto e si trova dunque da qui a poche settimane a decidere cosa fare. La sua posizione, di fatto, si era già indebolita con l'uscita dal Partito democratico e l'adesione a Liberi e Uguali. Poi le elezioni politiche hanno reso la situazione un numero, tanto che la formazione è già in via di scioglimento.

Nei giorni scorsi Rossi ha dato così il suo benestare alla lista unica "europeista" della sinistra lanciata da Carlo Calenda: un fatto che molti hanno visto come un ammiccamento alla possibile candidatura, tant'è che il diretto interessato ha subito precisato di non volersi mettere in gioco personalmente. Ma sarebbe ingenuo credere che non stia pensando di provarci. 

Solo che dalla sua decisione dipende molto per la Toscana. Se Rossi si candidasse, infatti, la Regione andrebbe con ogni probabilità ad elezioni anticipate, forse già ad autunno 2019. Uno scenario molto rischioso per il centrosinistra, nel momento in cui i consensi sono più bassi dopo aver perso città come Arezzo, Grosseto e Pistoia prima, Siena, Pisa e Massa poi. Senza considerare Livorno e Carrara, finite in mano ai 5 Stelle. E per la prima volta nella storia la guida di Palazzo Panciatichi potrebbe cambiare di mano, con il centrodestra per la prima volta favorito per prendere in mano la macchina. 

Il rinnovo dei sindaci, che ci sarà in concomitanza con le elezioni europee, sarà sicuramente un importante banco di prova in questo contesto. Fra le sfide spicca Firenze, che pure sembra quella dove il Partito democratico rischia meno. E poi ci sono, fra i capoluoghi di provincia, anche Prato e Livorno. Comunque vada la regione rossa inizia a tremare. E se Rossi decidesse di candidarsi, l'ora della verità potrebbe arrivare persino in anticipo.  

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