Umbria, Rossi sulla vittoria della Lega: “Meglio perdere da soli che alleanze con i 5 Stelle”

Per la prima volta dal 1970 l'Umbria sarà governata dalla destra: “Hanno già annunciato che aumenterà la quota privata nella sanità”

Enrico Rossi, foto d'archivio

Se deve andare così, meglio perdere da soli. E' il succo del ragionamento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo le elezioni regionali in Umbria di ieri.

La candidata Donatella Tesei (57% in totale, con la Lega che ha sfiorato il 37%, Fdi al 10 e Forza Italia al 5,5) ha distanziato di 20 punti il candidato dell' 'alleanza civica' di Pd e 5 Stelle Vincenzo Bianconi, con i dem che tutto sommato si salvano superando il 22% mentre i grillini precipitano al 7% (con il sostegno di altre civiche Bianconi in totale è arrivato al 37%).

E come prevedibile, le urne umbre si ripercuoto sullo scenario nazionale, mettendo in crisi il governo 'giallo-rosso' (tenuto in piedi grazie ai voti fondamentali della 'scheggia imprevedibile' Matteo Renzi).

“La destra estrema stravince in Umbria. L’alleanza giallorossa esce sconfitta senza riuscire a costruire un’argine al dilagare di Salvini”, le considerazioni, affidate a Facebook, di Enrico Rossi. “Il voto della protesta grillina mal si amalgama con quello della sinistra riformista di governo. Su questo dato si dovrà riflettere e discutere”.

“Come scrissi allora, era meglio andare alle elezioni e affrontare Salvini in campo aperto”, prosegue il governatore, aggiungendo che “una volta deciso di fare il governo, per motivi fondati e nobili, era meglio evitare di fare riferimento ad alleanze strategiche con il M5S e limitarsi a definirlo come governo di necessità, obbligandolo a fare poche e chiare cose concrete per i cittadini. La lezione dell’Umbria dice che è meglio perdere da soli piuttosto che tentare alleanze all’ultimo momento con i cinque stelle, da cui ci separano valori, concezione della politica e proposte concrete, perché la protesta e il populismo grillino tende a destra per sua natura e non si amalgama con la sinistra riformista e di governo”.

“In Umbria la destra ha già annunciato che intende aumentare le quote private nel sistema sanitario”, mette poi in guardia Rossi. In Toscana si voterà in primavera ed il centrosinistra, di fronte ad una Lega all'arrembaggio, è in subbuglio.

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Peraltro nel week end La Repubblica ha confermato, come si vociefera dai giorni della Leopolda, che Renzi qui in Toscana presenterà alle regionali la lista di Italia Viva, con l'obiettivo di arrivare al 10%. Potrebbe portare via al Pd diversi punti percentuali di voti (l'ex rottamatore guarda molto anche all'elettorato di Forza Italia, ormai ai minimi termini). Prima potrebbero esserci altri scossoni: in gennaio si vota in Emilia Romagna e in Calabria.

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