Elezioni regionali, Giannarelli (M5S): “In Toscana nessun accordo con il Pd”

Il capogruppo in Regione all'indomani del via libera al Conte 2: “Correremo da soli e arriveremo al ballottaggio”

Giacomo Giannarelli, foto Facebook

Un conto è il governo nazionale, un altro conto sono le elezioni a livello locale e regionale. Quindi, in Toscana, alle elezioni regionali della prossima primavera, nessun accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico.

Così assicura Giacomo Giannarelli, capogruppo di M5S in consiglio regionale, all'indomani del via libera, con il voto degli iscritti grillini sulla piattaforma Rousseau, al governo Conte 2.

“Sono molto contento e ho sostenuto questo accordo di governo nazionale. E' stata la risposta più seria e responsabile nell'interesse del Paese”, dice Giannarelli in merito all'accordo di governo Pd-5 Stelle (e Leu).

Poi la bordata agli ex alleati del Carroccio. “La Lega con Salvini ha deciso di staccare la spina e non voler affrontare le promesse elettorali che aveva fatto. Noi, con senso di responsabilità, in poco più di un mese abbiamo trovato una soluzione ad una crisi che avrebbe portato ad un'instabilità che non possiamo permetterci”.

Il nuovo scenario governativo, per favorire il quale ha giocato un ruolo chiave anche l'ex presidente del consiglio Matteo Renzi (lo stesso che dopo il 4 marzo 2018 bloccò ogni possibile intesa tra le due forze politiche, spianando la strada al 'contratto' giallo-verde e all'ascesa di Salvini), non sarà però ripetuto a livello locale.

Escludo categoricamente qualsiasi ipotesi di alleanza elettorale. Andremo da soli alle regionali, qui non cambia nulla. Sul nazionale è diverso perché pur avendo vinto le elezioni con il 33% per colpa della legge elettorale non possiamo governare da soli”, spiega Giannarelli.

Quindi un secco 'no' alle aperture che erano venute da diversi esponenti dem in tutta Italia, anche dal sindaco di Firenze Dario Nardella, che pochi giorni fa sulle pagine di Repubblica aveva aperto a possibili accordi su scala locale.

“Andiamo alle elezioni forti del lavoro fatto in Regione, siamo diversi dal Pd e dalla Lega, lo abbiamo dimostrato con le proposte su economia circolare, acqua pubblica, energia rinnovabile, mobilità sostenibile, che solo noi abbiamo portato avanti”, sottolinea il capogruppo 5 Stelle.

Il presidente della Regione sarà eletto al primo turno solo se un candidato raggiungerà il 40%. In caso contrario i due più votati andranno al ballottaggio. Alle ultime Europee in Toscana il Pd ha preso il 33,3%, la Lega il 31,5% e il M5S il 12,7%.

I numeri, con il nuovo governo, potrebbero anche cambiare (i sondaggi già registrano un vistoso calo del Carroccio). Sicuramente sarà però difficile per i 5 Stelle recuperare un tale gap in una Regione, la Toscana, dove non hanno mai particolarmente brillato (alle ultime comunali di Firenze i pentastellati hanno raccolto un misero 7%). 

“Andremo al ballottaggio”, taglia corto però Gennarelli, che sarà in corsa nel voto tra gli iscritti per cercare di ripresentarsi come candidato presidente.

Guardando agli altri schieramenti, nel Pd è scontro aperto. Eugenio Giani vuole a tutti i costi candidarsi a governatore e chiede le primarie, ma sono in corsa anche big come Stefania Saccardi (l'europarlamentare e coordinatrice regionale Simona Bonafé, che staserà aprirà la Festa dell'Unità al Mandela Forum, si è invece tirata fuori dalla corsa).

Nella Lega prende quota l'ipotesi del giornalista Mediaset Paolo Del Debbio, dato in crescita rispetto a Susanna Ceccardi. Da vedere se sarà trovata la convergenza con Forza Italia e Fdi e, sul lato opposto, cosa farà la sinistra di Tommaso Fattori.

Nell'incertezza generale, spicca il nuovo protagonismo di Renzi, che tra il 18 e il 20 ottobre terrà la sua solita Leopolda 10. Sarà un'occasione per lanciare un nuovo soggetto politico e iniziare a 'picconare' il governo appena nato? Vedremo.

“L'esecutivo arriverà al 2023 - chiosa Giannarelli -. Renzi? Sta a lui decidere se far prevalere i suoi interessi personali o quelli del Paese”. Se dalla Leopolda dovesse uscire un #giuseppestaisereno sarebbe da preoccuparsi.

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