Salvini all'Isolotto presenta Bocci: “Finalmente possiamo vincere a Firenze” / FOTO

Il vicepremier in città per presentare il candidato sindaco, ma alle finestre del quartiere spuntano cartelli per la pace e pro-migranti

Da piazza dei Tigli, all'Isolotto, a due passi dal giardino della Montagnola, è partito l'assalto della Lega a Palazzo Vecchio.

“Con Ubaldo Bocci, dopo decenni, i fiorentini hanno finalmente un candidato che può vincere e una squadra che ha voglia di cambiare questa splendida città che qualcuno ha preso per un circolo del Pd e che invece merita di più”, scandisce questa mattina il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini presentando il candidato sindaco del centrodestra, alla prima uscita ufficiale dopo l'investitura di venerdì scorso.

Ad ascoltarlo, assieme allo stato maggiore del centrodestra in città, ci sono alcune centinaia di persone. Ma alle finestre del quartiere l'accoglienza è decisamente meno calorosa.

'Firenze aperta ai migranti', 'Accoglienza per tutti', 'Vogliamo un mondo senza odio', 'Paura e insicurezza svaniscono in un quartiere coeso, solidale ed inclusivo, il nostro', si legge in alcuni striscioni attaccati alle finestre, dove sono apparse anche diverse bandiere della pace. E in piazza ci sono anche alcune ragazze che contestano Salvini con la scritta 'vergogna' (vedi foto sotto).

Arriva Salvini e all'Isolotto spuntano bandiere della pace e striscioni pro migranti / FOTO

“Basta sindaci calati dall'alto, ci vuole concretezza. Sono un uomo di impresa”, dice intanto Bocci dal palco, che promette “di dividere tra i cittadini il dividendo di benessere che creeremo”.

Bocci non è un politico, la sua candidatura è arrivata a meno di 60 giorni dalle elezioni e lui si appella anche ai cittadini. “Se volete superman non votate me, io mi sento normale, orgoglioso di essere nato e vissuto a Firenze, sempre. Firenze la cambiano i fiorentini, potrò fare qualche scivolone, voi andate ovunque a dire che per la prima volta Firenze può cambiare”.

Prima di lui il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Francesco Torselli chiama a raccolta “quelli che stanno dietro alle persiane, non vengono qui in piazza ma la pensano come noi”.

“Risponderò anche sulla foto con Renzi”, dice Bocci dal palco, dopo le polemiche seguite alla diffusione sui social di uno scatto che lo vede abbracciato all'ex premier. Poi spazio a Salvini, che in mattinata era stato in prefettura per un vertice contro l'usura.

Al posto di quelle della pace, “io alle finestre preferisco mettere il tricolore”, dice, iniziando come di consueto con un “grazie al buon Dio” e poi “a voi fiorentini che siete qui in piazza”.

“Avete bloccato le assunzioni e poi ti lamenti che non arrivano i nuovi poliziotti”, attacca rivolto al sindaco Dario Nardella, sulla querelle aperta da tempo. “Inaugurano parchi, ma sono in mano agli spacciatori”.

“Siamo gente normale che fa cose normali, i miracoli li lasciamo a Renzi e Nardella”, dice anche Salvini. Poi rivendica i provvedimenti di governo. “Con quota 100 tanti toscani potranno andare in pensione e lasciare il posto di lavori ai più giovani”.

Non manca il cavallo di battaglia sull'immigrazione, anche se Salvini oggi è sembrato avere, in generale, toni più rassicuranti. “Piuttosto che gli scontrini da un euro ai commercianti controlliamo le aziende straniere sconosciute al fisco”. E poi: “Se ho una casa popolare prima la assegno ad un fiorentino”.

Sul palco sfilano anche gli altri candidati sindaci della Toscana. Tra loro quello di Prato Daniele Spada, che si è detto contrario all'ampliamento dell'aeroporto di Peretola. Non un dettaglio da poco, visto che il 'collega' candidato sindaco Bocci  è favorevole.

“Qui si deve pensare alle coop che sfruttano i lavoratori per tre euro l'ora e a poter arrivare ad un lavoro per merito e non per raccomandazione. Prendiamo Firenze e poi il prossimo anno mandiamo a casa Rossi, alle regionali”, conclude Salvini, aggiungendo, prima dei consueti selfie: “Ci rivedremo presto”.

Forse anche per la frequentazione con la figlia di Denis Verdini, ma soprattutto perché la vittoria a Firenze sarebbe uno scalpo inimmaginabile fino a poco tempo fa, e per portarlo a casa Salvini farà di tutto.

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