Decreto Salvini: la Toscana fa ricorso alla Corte Costituzionale

Il presidente della Regione Rossi: "Alcuni diritti sono universali"

Continua la guerra tra gli amministratori di centrosinistra e il ministro degli Interni Matteo Salvini. Ieri il governatore Enrico Rossi ha ufficializzato il ricorso della Regione alla Corte costituzionale per il decreto sicurezza.  Il presidente lo aveva annunciato nei giorni scorsi adesso è arrivato il via libera dalla giunta toscana. 

Sarà presentato entro la fine del mese ma nel testo della delibera già sono messe tutte in fila motivazioni, contraddizioni del dispositivo del governo e presunte violazioni: violazioni di diritti fondamentali ed universali e violazioni di competenze delle Regioni, concorrenti ed esclusive, dalla cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e l’impossibilità di rinnovo per chi già ce l’aveva (a condizioni invariate) al divieto di iscrizione all’anagrafe pur avendo un permesso di soggiorno, fino al Daspo urbano che riguarda anche ospedali e presidi sanitari, con conseguenze che non interessano solo i singoli.

"Chi oggi non è iscritto all’anagrafe - ha spiegato Rossi - non può essere vaccinato, il che è evidente che crei problemi per la salute di tutti".

“C’è un nucleo di diritti fondamentali e universali, che appartengono alla persona in quanto tale e ribaditi da più sentenze - hanno affermato il governatore e l'assessore all'immigrazione Bugli -. Quei diritti hanno a che fare con la sanità, che è competenza concorrente della Regione, e con le politiche sociali e la formazione, che della Regione sono competenze esclusive. Il decreto ostacola l’intervento volto al loro soddisfacimento e per questo ricorriamo. Abbiamo qualche perplessità che si possa fare. Con l’intervento della Corte Costituzionale quantomeno si farà chiarezza”.

Servirà forse un anno perché la Consulta si pronunci. Altre regioni impugneranno la norma di fronte alla Corte: Basilicata, Piemonte, Umbria, Sardegna e Lazio. 

Le reazioni delle opposizioni in consiglio regionale 

Dura la replica di Fratelli d'Italia in consiglio regionale. “Il ricorso di Rossi è un affronto ai toscani e non a Salvini - ha detto il consigliere regionale Paolo Marcheschi -. Impugnare il decreto sicurezza significa non ascoltare le richieste di italiani e toscani che si trovano in stato di povertà". Il Movimento 5 Stelle invece parla di ricorso strumentale mentre per Marco Stella di Forza Itala si tratta di uno spreco di risorse pubbliche. 

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