Cisl su sanità e sociale: che fine hanno fatto le Società della Salute?

Si è svolto questa mattina il convegno della Cisl su sanità e sociale. Al centro il progetto delle Società della Salute, istituite con una legge regionale nel 2008: "la Regione ci crede ancora?"

S i è svolto questa mattina a Firenze il convegno della Cisl su sanità e sociale, a cui ha preso parte anche l'assessore regionale della salute Daniela Scaramuccia. Al centro del dibattito il progetto della Società della Salute, Consorzio Pubblico costituito in Toscana dai comuni di una zona sociosanitaria e l'azienda Usl, introdotto dal Consiglio Regionale nel novembre del 2008, e mirato a “consentire la piena integrazione delle attività sanitarie e socio-sanitarie con le attività assistenziali di competenza degli enti locali” come recita l'art.71 bis della corrispettiva legge regionale. Assistenza, dunque, e sanità che vanno a braccetto all'interno di un welfare regionale che pone al centro il cittadino e i disagi con cui si trova a fare i conti dentro e fuori dalle strutture ospedaliere.

Ma “la Regione vuole davvero portare a compimento la “rivoluzione” delle Società della Salute o non ci crede più?” È la domanda provocatoria lanciata dal segretario generale della Cisl Riccardo Cerza che sottolinea come “a 7 anni dall'avvio della sperimentazione alcune delle 34 società della Salute non sono state neppure costituite” e sollecita la Regione a mettere in campo “un'azione forte per sconfiggere le resistenze di alcuni comuni e Asl” a cui l'assessore attribuisce la responsabilità maggiore nei ritardi “siamo ad un punto critico, o questa rivoluzione si compie oppure abortisce”.

Da parte sua l'assessore Daniela Scaramuccia ha assicurato che “la Regione nella Società della Salute ci crede” e che continuerà a impegnarsi per il rispetto di quanto previsto dalle legge, anche perchè “laddove le società della salute funzionano e si riesce a fare questa integrazione tra sociale e sanitario, se ne vedono i risultati e le persone sono contente.” Per quanto riguarda le 4 Società della Salute ancora non costituite l'assessore ha detto di confidare che “la constatazione che dove ci sono funzionano bene, faccia da traino. Se poi i comuni scelgono un altro strumento e ‘customizzano’ le Società della Salute” in base alle loro esigenze “va bene lo stesso, l’importante è che non ci si perda dietro alle discussioni e si diano servizi ai cittadini. Non possiamo permetterci di perdere tempo.”
 

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