Carta di Firenze: ecco le richieste dei dissidenti 5 Stelle

Anonimi pubblicano il documento: "Via il capo politico, Rousseau torni nelle mani del Movimento"

Superamento della figura del capo politico; convocazione di un'assemblea fisica nazionale, un forum degli attivisti che avvii un processo di riforma dello statuto, attribuzione della piena proprietà e della gestione del sistema operativo Rousseau al Movimento 5 Stelle.

Sono i punti più qualificanti della carta di Firenze, il documento dei dissidenti anonimi del Movimento 5 Stelle, pubblicato ieri. La riunione era avvenuta nel capoluogo toscano domenica scorsa, 29 settembre.

"Da tempo assistiamo al dissolversi di questo progetto politico", si legge nel documento intitolato "Per un rinascimento a 5 stelle". Nel testo vengono indicati cinque capitoli che consentirebbero al M5S "di recuperare e rafforzare la propria identità".

Per la "trasparenza e democrazia interna", secondo i dissidenti servirebbe "una convocazione di un'assemblea fisica nazionale, (forum degli attivisti ) con avvio di un processo di riforma dello statuto stesso, e attribuzione all'assemblea degli iscritti del potere democratico di esprimersi sulle cariche interne, tutte elettive; una revisione dello statuto e superamento della figura del capo politico mediante l'introduzione di organi elettivi e collegiali a livello nazionale, regionale e provinciale, che abbiano l'autorità di intervenire nella gestione dei conflitti interni nelle aree di competenza; l'attribuzione della piena proprietà e della gestione del Sistema operativo Rousseau al Movimento 5 Stelle assicurando la massima trasparenza della piattaforma, in particolare verso le richieste di: accesso pubblico all'anagrafe territoriale degli iscritti, verificabilità degli esiti delle consultazioni; un miglioramento di 'Tirendiconto' per aver maggiore trasparenza sulle spese dei portavoce, nonché attivazione di tutte quelle ulteriori funzioni necessarie a garantire un vero processo di informazione, comunicazione e coinvolgimento degli attivisti sui progetti sostenuti grazie alle restituzioni dei portavoce; uno sviluppo effettivo del progetto 'Scudo della rete', in particolare per i Portavoce locali (consiglieri comunali)".

Nella carta di Firenze, inoltre, si chiede "il rispetto dei principi etici fondamentali: difesa delle libertà individuali, della libertà di autoderminazione al trattamento sanitario, dei beni comuni e dei diritti sociali, tutela dell'ambiente e delle identità culturali di ogni comunità, autodeterminazione del nostro Paese; la completa coerenza con le principali battaglie identitarie e territoriali del M5S con conseguente allineamento di tutte le scelte politiche locali e nazionali; la formulazione di un codice etico unico e inderogabile che imponga il pieno rispetto del mandato elettorale e disciplini la sovrapposizione tra nomine in società pubbliche o private e cariche elettive, scongiurando conflitti di interesse in qualunque forma".

Va avviata poi, secondo gli scettici, "una riorganizzazione dal basso che valorizzi il ruolo centrale dei gruppi locali e degli attivisti attraverso assemblee territoriali periodiche alle quali siano tenuti a partecipare i portavoce eletti, su temi locali e nazionali". 

Da rivedere anche il sistema di individuazione delle candidature. Nella carta di Firenze si chiede: "La riformulazione di criteri univoci, oggettivi e democratici per le candidature e le nomine all'interno del M5S, che premino l'esperienza, la competenza e il comprovato attivismo sui territori; l'apertura alla discussione di nuovi strumenti di valutazione degli eletti che garantiscano un confronto periodico tra la base e i portavoce, così da verificare il rispetto dei principi fondativi del Movimento e il perseguimento degli obiettivi nell'arco del mandato"

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