Chianti: comuni, sindacati e Anpi firmano la prima Carta Antifascista

Iniziative sul territorio per trasmettere i valori della Resistenza: “Rispettiamo la Costituzione, no a spazi pubblici per chi promuove il fascismo”

Una 'Carta antifascista della Toscana', che impegna a promuovere i valori della Resistenza e ad opporsi a chi, andando anche contro la nostra Costituzione, si richiama al fascismo o addirittura lo celebra.

L'hanno firmata cinque comuni di area fiorentina (le amministrazioni del Chianti di Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Impruneta e San Casciano Val di Pesa e assieme a loro quella di Bagno a Ripoli), i sindacati Cgil, Cisl e Uil del Chianti e le sezioni Anpi - Associazione nazionale partigiani d'Italia - di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Impruneta, Mercatale.

E' la prima Carta di questo genere. L'obiettivo è quello di promuovere interventi “volti a contrastare ogni forma di discriminazione, sociale, economica, legata alla etnia e al genere, e ad attuare forme di mobilitazione contro la violenza sulle donne, le molestie e le violenze in ambito lavorativo”, si legge nella nota congiunta diffusa.

Il documento, inedito a livello regionale, impegna i soggetti firmatari alla “realizzazione di una serie di azioni concrete e non solo simboliche, tese ad affermare i valori do pace, uguaglianza e inclusione sociale”. La firma della Carta è avvenuta questa mattina a San Casciano.

“Sarà negato l’utilizzo di spazi pubblici ai soggetti che organizzano iniziative che richiamano al fascismo o alla storia fascista”, si legge ancora. E qui non possono non venire alla mente le proteste che si accendono in occasione di iniziative pubbliche di formazioni di estrema destra come CasaPound e Forza Nuova.

"Le amministrazioni chiantigiane si impegnano a non concedere sedi comunali per lo svolgimento di eventi che si legano a vicende e a dimensione fascista e chiederanno ai prefetti di agire in modo analogo, nel rispetto di quanto previsto dalla Carta costituzionale”.

Altro obiettivo dei Comuni è la diffusione dei contenuti della Costituzione Italiana negli uffici comunali, che saranno dotati di una copia del documento affinché venga reso visibile.

I sindaci agiranno inoltre allo scopo di destinare i beni confiscati alla mafia a finalità e interventi di carattere sociale e si attiveranno per organizzare nelle scuole percorsi educativi e cicli di incontri con il supporto di testimoni diretti, studiosi ed esperti del periodo storico del secondo conflitto mondiale.

Le organizzazioni sindacali faranno la loro parte “diffondendo i contenuti della Costituzione, i principi antirazzisti e antifascisti nei luoghi di lavoro e nelle attività produttive del territorio, oltre a promuovere ed allestire momenti formativi ed informativi sulla storia e i valori della Resistenza”.

“Il documento ispiratore dell’accordo è la Costituzione Italiana e la tutela di quei diritti umani inalienabili, come istruzione, libertà di informazione, libertà di stampa, che garantiscono dignità, libertà, democrazia. Valori che sono radicati nel Chianti, come dimostra il contributo che questo territorio ha dato alla lotta di liberazione partigiana, e che devono essere alla base dell’azione legislativa e amministrativa”, spiega ancora la nota.

“L’obiettivo - dichiarano i sindaci Paolo Sottani di Greve in Chianti, Roberto Ciappi di San Casciano, David Baroncelli di Barberino Tavarnelle, Francesco Casini di Bagno a Ripoli, Alessio Calamandrei di Impruneta -, è quello di difendere la cultura dell'inclusione, promuovere forme di solidarietà nei confronti dei più deboli, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione dei Diritti Umani e in opposizione a politiche che portano avanti odio, violenza, sessismo, omofobia, discriminazione”.

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