Bufera Casapound: Nardella e Bundu disertano, salta il confronto a scuola

I candidati sindaco della sinistra raccolgono l'appello della Cgil: il rammarico del dirigente dell'Itt. Ed è polemica

Una lettera aperta ai candidati sindaco di Firenze per chiedere di disertare il dibattito in programma il 23 maggio all' istituto "Itt Marco Polo". Motivo: la presenza dell’esponente di Casapound. Un appello rivolto dalla Cgil che il sindaco uscente Dario Nardella e la candidata della sinistra Antonella Bundu (che pure hanno già partecipato a numerosi dibattiti alla presenza del candidato sindaco Saverio Di Giulio) hanno raccolto confermando la loro rinuncia. Un fatto che ha così convinto gli organizzatori a disdire l'appuntamento. Ma non senza polemiche.

“In occasione delle elezioni, il confronto tra tutti i candidati è la cosa più democratica e civile che possa fare una scuola per consentire a studenti e docenti di essere informati ed effettuare una scelta libera e consapevole", ha sottolineato il dirigente della scuola Ludovico Arte, che si è detto "costretto ad annullare l'iniziativa" dopo le rinunce.

"Vengono meno le condizioni di equa rappresentanza di tutte le forze politiche. - ha aggiunto - Dispiace soprattutto per gli studenti, che hanno più volte chiesto un’iniziativa di informazione elettorale. Nei prossimi giorni valuteremo altre forme per realizzarla".

"Mi sono già scusato con il preside, che si è impegnato molto per dare ai suoi studenti l'opportunità di confrontarsi con i candidati - ha detto Nardella - ma non possiamo chiudere gli occhi davanti agli atteggiamenti fascisti e razzisti dei militanti di Casapound a Casal Bruciato né possiamo tapparci le orecchie rispetto alla definizione di 'cittadinanza per discendenza' che il candidato fiorentino di Casapound ha dato all'ultimo confronto, parole che rievocano le discriminazioni di razza".

Bundu ha parlato di "imbarazzo" nel trovarsi a fianco di candidati "dichiaratamente neofascisti". "Trovo strano che gli sia stato permesso di partecipare alle elezioni - ha aggiunto - questi movimenti si dichiarano orgogliosamente fascisti, che cosa devono fare di più?".

Dura la replica del diretto interessato, Di Giulio, candidato di Casapound: "I candidati a sindaco che hanno deciso di sottrarsi al dibattito all'Itt Marco Polo, perché sarebbe stato presente il sottoscritto, offendono gli studenti e dimostrano di non avere argomenti".

Critiche anche dal centrodestra: "Le idee, soprattutto quelle distanti da noi, si confutano, non se ne chiede la censura o l'espulsione dal dibattito, come è avvenuto anche nel caso del Salone del Libro. - ha detto il candidato sindaco Ubaldo Bocci - Questa deriva censoria e autoritaria della sinistra, che a Firenze è una cappa soffocante da decenni, spiega bene da dove provenga oggi il pericolo per le libertà individuali, a partire da quella più preziosa, la libertà di pensiero".

Contrariato anche il candidato del Movimento 5 Stelle Roberto De Blasi: "Costringendo l'istituto all'annullamento a causa del ritiro di alcuni candidati - ha sottolineato - non solo si perde la possibilità di un confronto con le giovani generazioni ma ci si preclude anche la possibilità di un confronto sulle tematiche del turismo, settore fondamentale in una città da 15 milioni di presenze all'anno. In una democrazia tutti i candidati sindaco sono autorizzati al confronto".

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