Aeroporto, Rossi a Biffoni: “Discutiamo, ma senza avvocati e contenziosi giuridici”

Il presidente della Regione si rivolge al sindaco Pd di Prato Biffoni, che ha confermato la contrarietà all'ampliamento di Peretola

Sull'ampliamento dell'aeroporto di Peretola resta tutto in alto mare. Al momento è tutto fermo, dopo che il Tar ha accolto il ricorso di sei comuni della Piana su problematiche ambientali.

Contro la decisione del Tar è stato subito annunciata la volontà di fare appello al Consiglio di Stato, che potrebbe ribaltare la decisione, da parte del Comune di Firenze, di Toscana Aeroporti (la società che gestisce il Vespucci di Firenze oltre al Galilei di Pisa) e della Regione Toscana.

Ed è proprio il presidente della Regione Enrico Rossi che oggi scrive al sindaco di Prato Matteo Biffoni, 'collega' del Pd (Rossi ha ripreso da poco la tessera dopo la parentesi di Articolo 1-Mdp), per chiedergli di ritirarsi dalle vie legali.

Ieri infatti Biffoni su Repubblica aveva confermato la sua contrarietà all'ampliamento dello scalo di Peretola, che prevede anche una nuova pista da 2mila400 metri convergente all'autostrada.

Le parole di Biffoni che preoccupano il Pd

“Non posso condividere la tua volontà di continuare con il contenzioso giuridico contro la Regione Toscana”, scrive Rossi nella lettera appena inviata al sindaco di Prato, confermato primo cittadino ai ballottaggi del 9 giugno (dove ha sconfitto il leghista Daniele Spada, pure lui per la cronaca contrario al 'nuovo' aeroporto).

“Apri uno spiraglio per il dialogo, esponendo le tue preoccupazioni su inquinamento e impatto dello pista. Preoccupazioni sulle quali ho lavorato per anni e che erano anche mie. Se non fossero state risolte, non avrei acconsentito alla rimodulazione della pista e al suo diverso orientamento”, prosegue Rossi rivolto a Biffoni.

“È anche per questo che ho espresso sin da subito la mia contrarietà a costruire un inceneritore in un'area urbanisticamente delicata e piena di attività umane quale è la Piana fiorentina”, prosegue il presidente della Regione. “Si è deciso di procedere all'istituzione di un parco agricolo inedificabile di ben 7mila ettari, su cui la Regione sta piantumando oltre 100 ettari di alberi, creando boschi che contribuiranno all'equilibrio ambientale dell'area”.

Insomma, da Rossi il tentativo di convincere Biffoni che problematiche per l'ambiente non ce ne sarebbero. Ma soprattutto la richiesta di ritirare il ricorso, attuato assieme agli altri sindaci della Piana.

“Anche a me, da sindaco (di Pontedera, si parla di circa 20 anni fa, ndr) è capitato di avere contrasti fortissimi con la Regione. Ti assicuro che neanche lontanamente mi è passato per la mente di procedere a contenziosi giuridici [...]. In entrambi i casi si discusse molto e si trovarono soluzioni politiche”, aggiunge Rossi.

“Sui temi che sono cari alla città di Prato sono disposto a mettere tutto il mio impegno personale e la disponibilità finanziaria della Regione, per far sì che i prossimi siano anni di sviluppo e di crescita [...]. Ma togliamo di mezzo gli avvocati e i contenziosi giuridici. Non si può giocare allo stesso tempo su due tavoli”, la richiesta finale di Rossi, che invita Biffoni a sedersi ad un tavolo, alla presenza anche del sindaco di Firenze Dario Nardella, per trovare soluzioni appunto 'politiche'.

Per ora Biffoni, come gli altri sindaci della Piana, ha sempre risposto picche. Vedremo se questa volta 'cederà'. Che sia anche un tentativo della Regione per dividere i sindaci ribelli della Piana, portando dalla propria parte la città più importante tra i ricorrenti? Seguiremo gli sviluppi della vicenda nei prossimi mesi: di sicuro sarà un tema centrale in vista delle Regionali della primavera 2020.

I sindaci della Piana: "Spendiamo in altro modo quei 150 milioni"

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