Migranti: dalla Toscana 'sì' alla nuova legge sull'accoglienza

Era stata promessa dal presidente Rossi, garantisce assistenza ai migranti resi 'invisibili' dal decreto del ministro

Il presidente della Regione Enrico Rossi l'aveva promessa subito dopo l'approvazione del decreto-Salvini, nel dicembre scorso. E ieri, con il voto in consiglio regionale, la Toscana ha approvato una legge sull'accoglienza dei migranti tesa a mitigare e contrastare gli effetti del decreto voluto dal ministro degli interni.

“Una scelta giusta e di civiltà, contro la narrazione dominante dell'immigrazione come pericolo e che rivendica invece il primato della tutela dei diritti universali. Daremo cura, assistenza, salute e istruzione a chi, dopo il decreto Salvini che cancella il permesso di soggiorno per motivi umanitari, si vedrebbe azzerati questi diritti essenziali”, spiega Serena Spinelli, ex Pd e ora nel gruppo misto.

Con l'approvazione della legge 'per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana' vengono stanziati 4 milioni di euro (per avere un'idea della cifra di cui si parla, basta pensare che nel 2018 nella sola Toscana la Guardia di Finanza ha scovato evasione fiscale per oltre 2 miliardi di euro).

Sono collegati ad apposito bando, che li destinerà a centri che si occupano di accoglienza, dopo che, con l'approvazione del decreto-Salvini, centinaia di migranti che erano inseriti in progetti di accoglienza e integrazione si sono trovati dall'oggi al domani 'irregolari' e in mezzo alla strada.

La Lega in consiglio regionale ha fatto di tutto per non far approvare la legge, a partire da un tentativo di ostruzionismo con la presentazione di oltre 2mila emendamenti, su una legge che prevede pochi articoli. Emendamenti poi dichiarati inammissibili dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani “in base all'articolo 140 del regolamento”.

Accoglienza: con i tagli centinaia di posti di lavoro a rischio

“Chiederemo subito al governo l'impugnazione contro questa legge salva-cooperative”, attacca il consigliere regionale del Carroccio Jacopo Alberti.

Per protesta, i leghisti si sono presentati di fronte ai fotografi indossando magliette che componevano la scritta 'Prima i toscani', ma commettendo una gaffe e un clamoroso errore di grammatica, sbagliando nella suddivisione delle sillabe e divenendo per questo oggetto di scherno sui social, dove è diventato virale il contro-slogan 'prima l'italiano' (inteso come lingua).

Alla fine il testo è stato approvato ieri sera dopo un lungo dibattito, con 24 voti favorevoli (Pd, Sì Toscana a Sinistra, Gruppo misto) e 10 contrari (Lega, M5S, Forza Italia, Fdi).

“Promuoveremo un referendum regionale abrogativo di questa norma folle”, assicura Marco Stella di Forza Italia. “E' una legge di buon senso, concreta e semplice, che si occupa delle conseguenze sociali e anche di sicurezza che arrivano da una politica nazionale che mette in strada le persone”, replica il capogruppo Pd Leonardo Marras. Anche la Cgil Toscana si schiera con il provvedimento approvato: “Una legge di civiltà. C'è chi fa il forte con i deboli e chi si fa forza per contrastare i forti”.

Qui il testo completo della legge approvata -> legge tutela bisogni fondamentali persona umana

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