Restaurare con scarti dell'agroalimentare: l'iniziativa fiorentina

L'iniziativa è organizzata dall’Ordine degli Architetti di Firenze

Parte alla Palazzina Reale la nuova edizione di "Agritettura", che affronta quest'anno il tema della conservazione responsabile dei beni culturali. L'iniziativa, organizzata dall’Ordine degli Architetti di Firenze, prevede due giornate di studio, il 16 e 23 maggio, e una serata al cinema il 27.  Al centro dell'attenzione gli scarti provenienti dall’agroalimentare da utilizzare nel campo del restauro e del design. 

Tra gli esempi che saranno portati dai diversi ospiti che si alterneranno sul palco nel corso delle due giornate di studio, ci sarà proprio l'utilizzo di prodotti e materiali provenienti dalla natura per i restauri di opere d'arte (come pitture e sculture), di componenti architettoniche e di parti di edifici storici. 

“L'agritettura è una sorta di alleanza tra agricoltura e architettur -  spiegano  gli organizzatori di quella che, nata come un'idea, è poi confluita in un’attività di ricerca su nuove modalità di valorizzazione e conservazione delle risorse del pianeta, che ha puntato l'attenzione sul riutilizzo degli scarti dell’agricoltura food e non come opportunità per la riduzione degli impatti ambientali del settore dell'architettura -  Dal 2015 ad oggi sono cambiate tantissime cose: quattro anni fa ci siamo quasi sentiti pionieri nell'organizzare un'iniziativa come Agritettura, oggi si possono invece trovare molte esperienze in tutto il mondo. Sempre più persone si pongono il problema di riutilizzare ciò che finora veniva buttato e scelgono di vivere in modo sano e genuino anche per quanto riguarda i materiali di costruzione".

Fra gli ospiti e le esperienze al centro delle due giornate, ci sarà poi chi spiegherà come sia possibile passare "dal chicco alla casa", trasformando i prodotti secondari della coltivazione del riso in nuovi materiali per un’edilizia sana, e chi illustrerà come dare una nuova vita agli scarti di bucce di mela producendo carta e similpelle da utilizzare nel mondo della moda e dell'abbigliamento, ma anche nel settore dell'arredo per poltrone e divani. E ancora, chi mostrerà come fondi di caffè e bucce di cipolle possano essere usati per creare coloranti naturali e chi spiegherà come abbia provato a cercare un'alternativa alla plastica combinando rifiuti alimentari con batteri e lieviti per dar vita a confezioni usa e getta.

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