Disabilità, start-up fiorentina crea App per schivare le barriere architettoniche

Si chiama Kimap e contribuirà a migliorare la mobilità dei disabili attraverso il loro smartphone. Ecco come funziona

Da sinistra a destra Cecconi,Scarselli,Dei,Rossi-2-2-2
Schivare ogni tipo di barriera architettonica e arrivare dritti a destinazione. Ma, soprattutto, farlo nel minor tempo possibile, evitando trappole e ostacoli che costituiscono l’odissea quotidiana di un disabile su due. È l’obiettivo di Kimap, un vero e proprio ecosistema tecnologico composto da un’applicazione per smartphone, un dispositivo IoT e una community di utenti che condividono esperienze e difficoltà. Il progetto è ideato da Kinoa, start-up fiorentina che ha nella sua mission integrazione tra Big Data e tecnologie di Internet of Things.
 
L’Applicazione è elemento portante dell’ecosistema digitale Kimap. Si configura come un vero e proprio navigatore dove l’utente, in modo semplice e intuitivo, può impostare come parametro per la selezione del percorso il livello di qualità del terreno desiderato, così da evitare percorsi sconnessi o gradini troppo alti. Contemporaneamente l’app è in grado di ottenere tutte le informazioni necessarie a classificare in modo puntuale il territorio urbano ed extraurbano dal punto di vista dell’accessibilità. Grazie a sistemi di geolocalizzazione evoluti mantiene sempre aggiornato il database rilevando in tempo reale eventuali cambiamenti nella viabilità di marciapiedi e strade.
 
Dietro il progetto di Kimap c’è la costruzione di un prototipo IoT (Internet of Things) che, se installato su una carrozzina, aumenta ulteriormente il livello di precisione della mappatura. Al suo interno, infatti, incorpora un innovativo chip di geolocalizzazione capace di ricevere e rielaborare dati sulla posizione da tutte le costellazioni di satelliti disponibili. Il dispositivo si nutre inoltre degli algoritmi che il team di ricerca della start up sta sviluppando insieme al laboratorio di ricerca SoBigData presso il CNR di Pisa.
 
Punto chiave dell’ecosistema sono i Kimappers: gli utenti che usando l’applicazione contribuiranno, in maniera del tutto automatica, ad aggiornare le mappe. Un piccolo esercito del quale chiunque può far parte - anche grazie al contributo delle numerose associazioni he si occupano di disabilità sul territorio – promuovendo o partecipando ad eventi di mappatura partecipata. Cittadini disabili, amministrazioni locali, famiglie e scuole potranno in questo contribuire a mappare in modo estremamente puntuale le barriere presenti in una particolare zona di un comune o condividere tragitti piacevoli, belli e facili da percorrere.
 
Il primo marzo è stata rilasciata la versione alpha dell’app e il team di ricerca sta già raccogliendo i primi dati sull’accessibilità a partire da alcune zone di Firenze. Il prossimo passo è quello di sviluppare ulteriormente l’applicazione estendendo la sperimentazione ad una scala territoriale più ampia, valorizzando le collaborazioni già in essere con le molte realtà associative che si occupano di diversabilità in Toscana e in Italia.  

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