Arte in centro: tour dei cenacoli fiorentini

Un breve tour della guida turistica Gabriele Biondi. Per qualsiasi precisazione Visita la pagina facebook Oslo38

Sant'Apolonnia

Il Cenacolo di Santa Apollonia si trova all’interno del medesimo convento benedettino. L'opera di Andrea del Castagno, realizzata nel 1447, è la prima "Ultima Cena" del contesto rinascimentale. Gli apostoli, che sono intorno alla tavola, stanno per condividere l'ultimo momento di raccoglimento con Cristo (celebrando quello che poi diverrà il dogma dell’Eucarestia), quando ad un tratto apprendono la notizia che uno di loro tradirà il Maestro. 
Il loro sentimento è molto composto, quasi fosse un dolore interiore che deve essere vissuto in un isolamento personale. Giuda è in esatta contrapposizione alla figura di Gesù, dall’altro lato della tavola, riconoscibile dal profilo aspro e arcigno. A completare la decorazione, in alto gli affreschi con la Crocifissione, la Deposizione nel sepolcro e la Resurrezione.

Ognissanti
Nella chiesa di Ognissanti, fondata dai francescani nel 1239, Ghirlandaio affresca un altro Cenacolo intorno al 1480.
Ghirlandaio è molto ispirato dalla pittura fiamminga: è evidente, infatti, come pone attenzione a molti dettagli, tra cui le venature del legno, le brocche d'acqua e la varietà di frutti sul tavolo, l’attenzione meticolosa alle piegature della tovaglia. Sullo sfondo, alberi come cipressi e palme arricchiscono il repertorio simbolico del soggetto. Osservando l’affresco si nota oltretutto come la tavola, disposta a ferro di cavallo, enfatizzi la figura isolata di Giuda nella sua posa monumentale con il sacchetto delle monete.

San Salvi
Nel refettorio di San Salvi, che apparteneva  all’ordine vallombrosano, lavora Andrea Del Sarto in due momenti diversi tra il 1511 e il 1526. Come in quello del Ghirlandaio, l’affresco è molto innovativo per quello che riguarda la struttura dei cenacoli fiorentini: qui, però, Andrea del Sarto può già ispirarsi a quello di Leonardo nel dare, citando la famosa frase di Vasari, “moto e fiato alle figure”. La concitazione degli apostoli alla notizia del tradimento è infatti un chiaro riferimento al cenacolo vinciano.

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