"Case/spogliamenti" alla Sartoria Teatrale Fiorentina

Atto conclusivo dei Dialoghi spuri, drammaturgia visiva di Chiara Giorgetti. Protagoniste la poetessa e scrittrice Paola Loreto e Chiara Giorgetti che con questa mostra conclude il ciclo di eventi nelle stanze della Sartoria Teatrale Fiorentina di Massimo Poli.

Con i Dialoghi spuri in 4 atti l'attenzione è incentrata sull'aspetto della comunicazione verbale, sulle caratteristiche psichiche e sulle modalità comportamentali dell'uomo. Attese, finzioni, i misteri della memoria, i racconti e le pause, le zone d'ombra, i gesti e i movimenti per rappresentare una parte di sé autentica o falsata. La parola spurio [dal lat. spurius, di origine etrusca] si riferisce ad un'opera non autentica, attribuita falsamente o erroneamente, non originale e/o non riconosciuta come propria dall'autore, il riferimento è a qualcosa la cui natura non è ben definita, ma rimaneggiata, di un'opera d'arte si dice infatti spuria quando non appartenente all'autore a cui viene attribuita. Lo spettatore ha la sensazione di avere davanti a sé il mondo intimo e personale dell'autore, stanze emotive con aspetti probabilmente simili a quelli della stanza in cui lui stesso è rinchiuso, una 'stanza dell'oppressione' di pinteriana memoria ma che al contempo è stanza delle meraviglie, dell'ascolto, della comunicazione e/o dell'incomunicabilità.

Chiara Giorgetti I visitatori sono accolti nella semi oscurità debolmente illuminata da lampade al neon in un'atmosfera a metà strada tra un luna park dismesso di provincia e un night-club triste, la musica del video scandisce in modo ossessivo il trascorrere del tempo in un'alternanza tra allegria e malinconia ipnotiche versate nel turbinio delle immagini di festosa allucinazione. Nella stanza successiva vi è la messa in scena di un ambiente domestico a metà tra il sogno e la veglia, una quotidianità allo stesso tempo familiare e assurda e in cui ad una iniziale sensazione di serena consuetudine subentra uno scollamento dalla realtà. Nell'ultima stanza è la tematica del viaggio ad offrire il pretesto per una riflessione, ma è un viaggiare che si propone, come nei film di Wenders, di sperimentare un tempo diverso, legato alla percezione in movimento. Libri d'artista, video e lastre di metallo incise trasformano le stanze 1, 3 e l'entrata della sartoria teatrale in palcoscenico, luogo in cui si svolge un'avventura solitaria frutto forse solo dell'immaginazione.

Paola Loreto traccerà un percorso poetico nello spazio della stanza 2 attraverso quattro stazioni che segnano i luoghi fondamentali della sua scrittura: l'acero rosso, la memoria del corpo, in quota e case/spogliamenti. Il tragitto si muove dalla originaria, spontanea e innocente percezione di un emblema della bellezza alla elaborazione di un complesso di significazione più ambiguo e obliquo, che accoglie la separazione, la privazione e lo smarrimento nel loro alternarsi con l'intuizione profonda di momenti di risoluzione della contraddizione. Il corpo diventa lo strumento più potente di uno scandaglio profondo degli interrogativi insolubili dell'esistenza. La casa e lo spogliamento gli estremi di un movimento di denudamento del dolore e di ricerca e approdo alla quiete e all'Altro.

Epigrafi alle stazioni:

Come potrebbe ׀ che il mio canto ׀ non fosse? ׀ In tacito silenzio ׀ al male andare ׀ ove scampo ׀ non è

la memoria del corpo è la più labile, ׀ quella invincibile

Quando sei così ׀ diffuso cosa ׀ significhi?

Sono arrivata all'amore dopo l'amore. ׀ Allo spettacolo più ammirevole. ׀ Al nuovo cerchio.

Evento sabato 9 maggio inizio ore 18.30

Reading ore 19. 30

Tecnica audio/luci a cura di Umberto Foddis.

La Sartoria Teatrale Fiorentina, situata in piazza Duomo a Firenze, si occupa di costumi teatrali fin dal 1860 ed è la più antica della città. Possiede circa 3000 costumi di varie fogge ed epoche ed una piccola collezione di pezzi originali che vanno da un copri bustino del '700 fino ad abiti degli anni '60 del '900, conservati in grandi armadi dell'800. Di particolare rilievo tra gli altri i lavori realizzati con vari costumisti di fama tra cui Ezio Frigerio e Lorenzo Ghiglia. Qui sono stati realizzati anche i costumi di scena per il corpo di ballo e l'étoile Carla Fracci per il Teatro Comunale di Firenze e i costumi firmati da Elena Mannini, per l'Orlando Furioso di Luca Ronconi, con Edmonda Aldini, Paola Gasman e la giovanissima Ottavia Piccolo, opera pluripremiata e apprezzata in tutto il mondo che portò il regista alla ribalta internazionale del Festival di Spoleto nel 1969. Nel 2005 la Sartoria è stata acquistata dal costumista Massimo Poli che è riuscito a riportare l'azienda ai massimi livelli, rinforzando i rapporti ormai sopiti con la città, forte della sua esperienza professionale maturata anche con produzioni legate a registi acclamati come, tra gli altri, Lindsay Kemp e Misha Van Hoecke.

Info perezivanie@gmail.com 349.8343014

Sede: Sartoria Teatrale Fiorentina, Piazza Duomo 2, Firenze www.sartoriateatralefiorentina.it

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