(Anche tu) Brutus al Teatro delle Arti

Underwear Theatre, compagnia di teatro contemporaneo fondata dal fiorentino Filippo Frittelli nel 2007, ritorna sulle figure "più nere" della storia. Dopo l'adattamento per due attori del CAINO di Byron - selezionato al FESTIVAL d'AVIGNONE 2013: stavolta in scena è BRUTO, il traditore di Cesare e il destino tragico dei congiurati. Il testo è originale, di Frittelli stesso, autore, regista oltreché interprete, assieme a tre danzatori e per la prima volta anche attori; Daniel Panini dalla danza contemporanea, Lara Yalil e Gloria Chesi dalla danza orientale. Quattro artisti emergenti che si confrontano con linguaggi diversi in una messinscena di grande intensità, ricca di pathos, colpi di scena e spunti di riflessione. La passione per gli eroi negativi si sviluppa nella ricerca di motivazioni sprofondate e sommerse dal retaggio storico, motivazioni spesso per nulla riprovevoli. Prendendo spunto dal Giulio Cesare di Shakespeare che già tratteggiava i confini del personaggio Bruto nel dominio del dubbio, e ben leggendo le cronache di Plutarco si evince le sorti di un uomo dilaniato fra l'ideale e l'azione, fra il corpo e lo spirito, fra l'amare e l'agire. Con il sobillatore Cassio a farlo soccombere per la fatale scelta della congiura. E forse Bruto fu un Amleto ante-litteram nella sua sincopata lotta al potere, potere poi rivelatosi quello di Cesare addirittura "paterno" (per la maggior parte degli storici). Lo spettacolo è un precipitare dall'uccisione fine alla fine tragica di tutti congiurati, tutti assassini o suicidi, ultimo Bruto a Filippi, in Macedonia, due anni e mezzo dopo l'uccisione di Cesare. Bruto in questo periodo non sarà mai del tutto convinto del mezzo usato per "salvare" Roma e la repubblica dalle grinfie del potenziale despota; fantasmi, sensi di colpa, paure, allucinazioni, negromanzie, tracceranno il declino verso il fallimento completo della congiura. "E altri Cesare verranno da ora in avanti…". Finito il periodo di guerre civili conseguente l'uccisione di Cesare, nascerà la Roma imperiale. Il linguaggio dello spettacolo a metà fra il teatro e la danza, in un mix di tragico e farsesco, consente di astrarsi dal piano squisitamente narrativo verso quello emotivo, e meglio entrare nelle gesta e nei drammi di personaggi che affollano il nostro immaginario, non soltanto statue imbiancate dal tempo, ma uomini come noi, in carne ed ossa, che vissero le conseguenze delle loro scelte, le contraddizioni, le paure che sorgono quando ci si pone veramente, senza mentirsi, all'inseguimento del proprio sogno. Tutti, noi, io (anche tu.)...come Brutus.

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