OBEY. Make art not war, la mostra a Firenze

Dopo la mostra fotografica su David Bowie, Palazzo Medici Riccardi ospita Obey, Make art not war; la mostra dedicata all'illustratore e street artist Shepard Fairey, conosciuto al grande pubblico con il nome di Obey.

Grandi opere e piccole serigrafie, grazie al loro messaggio pacifista ed ecologista, stimoleranno riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori al di sopra delle leggi. Un excursus a tutto tondo dedicato ad un artista che, con il suo apporto di creatività, lanciò la prima campagna politica di Obama trasformando l’immagine del futuro presidente degli Stati Uniti in un’icona tra le più riconoscibili al mondo.

Figlio di un medico e di una agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l’Accademia d’Arte. Nel 1989, esattamente trent’anni fa, fa il suo esordio nel mondo artistico inventando e realizzando l’iniziativa Andre the Giant Has a Posse, disseminando sui muri della città alcuni adesivi che riproducono il volto del wrestler André the Giant.

Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano. L’iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l’icona della campagna elettorale che ha portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d’arte Peter Schjeldahl ha definito il poster “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam”. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: “Change” e “Vote”. Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, forse perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione dell’arte urbana, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, in cui lo ringraziava per l’apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiude con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”. Nel gennaio 2009, il ritratto “HOPE” è stato acquisito dalla National Gallery Portrait degli Stati Uniti per entrare a far parte della sua collezione permanente. È stato presentato e messo in mostra il 17 gennaio 2009.

Autore anche della riprogettazione della mascotte Mozilla dell’omonimo web navigator, Fairey appare nel documentario di Banksy sull’arte urbana “Exit Through the Gift Shop”. È stato socio fondatore, insieme a Dave Kinsey e Phillip DeWolff, dello studio di design BLK / Mrkt Inc. da 1997-2003, specializzato in guerrilla marketing producendo campagne marketing di grande impatto. Nel 2003 ha fondato il numero Studio One agenzia di design con la moglie Amanda Fairey, creando anche le immagini per le copertine degli album di artisti di prim’ordine, tra cui The Smashing Pumpkins, Led Zeppelin e Anthrax. Nel 2004, Fairey ha anche prodotto una serie di manifesti ” anti-guerra , anti- Bush ” per una campagna di arte di strada chiamato ” Siate la rivoluzione “.

La mostra, prodotta e organizzata da MetaMorfosi, in collaborazione con Spirale d’Idee, è dedicata a Pina Ragionieri, la storica direttrice di Casa Buonarroti a Firenze, profonda conoscitrice e raffinata studiosa di Michelangelo ma, al contempo, affascinata anche dalle forme dell’arte contemporanea. A lei, scomparsa soltanto da pochi mesi, che tante volte era stata a fianco di MetaMorfosi offrendo la sua sapiente e appassionata collaborazione nella realizzazione di mostre di grande respiro nazionale ed internazionale, la mostra è dedicata come un omaggio e un grazie riconoscente.

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