Aperitivo al tramonto al Museo degli Innocenti

Un esclusivo aperitivo per conoscere l'affascinante storia del primo orfanotrofio d'Europa: sarà il Caffè del Verone con la sua vista privilegiata sul centro storico della città, il protagonista dell’appuntamento in programma mercoledì 10 luglio, firmato Enjoy Firenze®. L’evento, inserito nel calendario di Estate Fiorentina 2019, fa parte del progetto “Sopra i tetti di Firenze. Aperitivo con l’arte”, che unisce storia e arte da punti di vista inediti che spaziano a 360 gradi sullo skyline cittadino curato da Cooperativa Archeologia (ingresso a pagamento alle visite, prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 e a turismo@archeologia.it).

Sopra i tetti di Firenze. Aperitivo con l’arte” è la proposta di turismo culturale di Cooperativa Archeologia (il cartellone di percorsi guidati alla scoperta dei tesori artistici e architettonici di Firenze e della Toscana in compagnia di esperti e archeologi ) di visite da una serie di terrazze della città, per scoprirne la storia e l’arte da punti di vista inediti che spaziano a 360 gradi sullo skyline cittadino. A viaggiare, per una volta, saranno solo gli occhi: comodamente seduti, sorseggiando un aperitivo, i visitatori potranno godere la bellezza della vista, accompagnati dal racconto dei nostri archeologi e delle nostre guide turistiche specializzate. Nel centro storico o fuori centro, scelte per il loro valore e per il punto di vista offerto sulla città, attorno al quale costruire una narrazione.

Quella che si gode dal Caffè del Verone, è una vista spettacolare che si trova nella grande loggia affacciata sulla città, in piazza Santissima Annunziata. Il verone, oggi terrazza dalla quale ammirare Firenze da una fantastica prospettiva, nell’Ottocento era la loggia era usata come “Grande terrazza di soggiorno per balie, bambini lattanti e divezzati” e antico stenditoio dell’Istituto degli Innocenti dove veniva tesa ad asciugare la biancheria.

Durante l’aperitivo, verrà raccontata la lunga storia del primo orfanatrofio d’Europa, rimasto fedele alle sue origini per quasi sei secoli. Una storia che è figlia del Rinascimento stesso e che si potrebbe ripercorrere sfogliando le carte del suo archivio, che conserva intatte le vicende dell’istituzione, ma soprattutto dei bambini che vi vissero e vi trovarono rifugio, a partire dal primo nome inscritto nei registri: Agata Smeralda, la prima “gittatella” accolta nello Spedale. La Piazza antistante è plasmata dalla presenza del palazzo e dal monumentale porticato, prima parte ad essere costruita, chiamando per il progetto l’ormai illustre Brunelleschi, che d’altronde era membro dell’Arte che commissionò lo Spedale, quella di Por Santa Maria. Se proviamo ad evocare mentalmente il panorama cittadino di più di 500 anni fa, si capisce bene come lo Spedale, straordinario nelle sue forme rinascimentali, dovesse costituire un monumento dalle forme nuove, inedite, un manifesto alla modernità in un tessuto urbano ancora pienamente medievale, e per di più collocato ai confini della città: l’ultima cerchia di mura era stata edificata con un occhio al futuro. Infatti buona parte delle zone comprese nei confini della cinta erano ancora campagna, inclusa però in vista di un’espansione demografica almeno per cento anni a venire. Dalla terrazza sorprende la vista di una villa di campagna, che appare come una visione trovandoci a pochi metri dal Duomo: la sua alta loggia, che svetta sopra la facciata, e il suo giardino ricordano le ville di delizia quattrocentesche, come alcune celebri Ville Medicee. È una delle tante sorprese che riserva il cambio di prospettiva: il volto “agreste” di Palazzo Giugni normalmente celato dalla facciata che il palazzo offre su via degli Alfani, si svela solo da questa prospettiva aerea e ci riporta ad un tempo in cui in questo luogo la città diventava rarefatta.

Gli appuntamenti di “Sopra i tetti di Firenze. Aperitivo con l’arte” proseguiranno nel mese di settembre con la terrazza Impact Hub, via Panciatichi,16 (12 settembre) e la terrazza della Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo, 24 (19 settembre).

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