Tre artisti che hanno il Mediterraneo nelle vene e sulla carta di identità si incontrano e fanno dialogare i loro linguaggi. Il risultato di questo incontro trova una sede naturale nella capitale dell'arte italiana, nella culla delle rinascite e dei rinascimenti più folgoranti. Nella Limonaia di Villa Strozzi c'è l'Arte Italiana - fiorisce come un limone, nasce un frutto nuovo, sono talenti che parlano la lingua dell'oggi.
Mosè La Cava
creativo capace di far dialogare tradizione figurativa e pop, gioca col concetto dell'artista che dona tutto sé stesso: allo spettatore, ai posteri, all'Arte stessa. E per donarsi completamente si svuota: una cannuccia da trasfusione versa cinque litri di vino rosso - l'Arte fa buon sangue.
prepara le sue figure umane per la più pacifica delle battaglie: i suoi guerrieri portano lo scudo, ma nemmeno l'ombra di un'arma - si difendono, non attaccano. E nella loro ieraticità, comunicano il fascino e la vigorosa eleganza delle valchirie.
reinventa i fondali marini, che del Mediterraneo sono il fondamento essenziale, ed estende il suo messaggio artistico da una tela all' altra, da un ambiente all'altro, con lo stesso passo determinato dei pennuti - è bello e tenero seguire questo percorso, avere delle zampe di gallina vicino agli occhi non è mai stato così piacevole.
Tutto ha una chiave di lettura che non è la più scontata e prevedibile: anche il titolo della mostra nasconde un significato altro, più complesso e speciale di quello più prevedibile - se persino il titolo di una mostra apre la mente e la obbliga a ragionare sul messaggio che nasconde, nelle vene di questi artisti scorre il tipico genio mediterraneo.
Tony Di Corcia













Commenti