Un itinerario nel Chianti tra le sculture di Nathalie Decoster

  • Dove
    Panzano in Chianti
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 12/08/2019 al 18/09/2019
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
    Sito web
    panzanoarte.com

Il Chianti è da sempre luogo amato dai turisti di tutto il mondo per il suo paesaggio suggestivo, per le prelibatezze enogastronomiche ma anche per essere rinomata sede di importanti manifestazioni d’arte, un perfetto museo a cielo aperto. 

Panzano Arte, alla sua prima edizione, promossa dal poeta-macellaio Dario Cecchini e curata da Mila Sturm, aperta fino 18 settembre 2019, suggerisce grazie alle opere dell’artista francese Nathalie Decoster, un inedito itinerario che dal borgo di Panzano attraversa le colline di questa dolce campagna per raggiungere quattro importanti aziende vinicole, partners dell’esposizione: Fontodi, Fattoria Casenuove, Renzo Marinai e La Massa.

Panzano Arte chiuderà il 18 settembre, subito dopo l’annuale Festa “Vino al Vino” che si svolgerà dal 12 al 15 settembre 2019 con 21 aziende panzanesi presenti, di cui il 90% segue la viticoltura biologica o biodinamica.

Nathalie Decoster, acclamata artista francese, ha esposto in musei, luoghi pubblici e collezioni private di tutto il mondo. In Italia, è presente, oltre che a Panzano, a Villa Lario, sul Lago di Como con una sua mostra monografica mentre si è appena conclusa a Venezia, a Palazzo Morosini, sede storica di Generali Italia, l’esposizione Intime Venice, realizzata nell’occasione della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2019.

Nathalie Decoster ha creato un suo proprio linguaggio di segni, le sue sono sculture iconiche che raffigurano un uomo stilizzato nell’atto di camminare, un ‘messaggero’ come lo definisce l’artista, spesso racchiuso in una forma geometrica come un cerchio, un quadrato o un cubo. Opere che riflettono sulla condizione umana, la sua fragilità, lo scorrere del tempo, il recondito desiderio di raggiungere la serenità. Le loro forme si sposano sia con l’ideale di ‘bellezza’, caro al Rinascimento italiano, sia con la ‘bellezza’ del paesaggio toscano dentro il quale si inseriscono con estrema semplicità, proprio per l’intima connessione della dimensione dell’artista con la natura.

Trenta sculture in bronzo, inox et acciaio di diversi formati, più tre grandi fotografie, accompagnano il visitatore alla scoperta di angoli inaspettati di una Toscana, tra Firenze e Siena, che non finisce mai di stupire.

Partiamo dunque da Panzano, dove troviamo subito il nostro ‘messaggero’ al centro della piazza principale, Le temps qui passe (Il tempo che passa), intento a muovere il suo tipico passo all’interno di un cerchio, ad indicarci la via da seguire per raggiungere gli altri lavori. Di fronte alla macelleria di Dario Cecchini, a pochi metri, due piccole sculture rosse, le Sentinelle sembrano a guardia della grande immagine dell’artista, raffigurata all’interno del suo studio/laboratorio.

Salendo su per la via verso la chiesa, ecco Espace temps (Spazio tempo), tre figure in bilico su un cerchio, «giocano con il tempo» ci racconta Decoster «conservano del tempo per loro stessi, liberi da costrizioni», così come giocano a saltare, le piccole figure rosse disposte sulla scalinata della chiesa di Santa Maria, dal titolo che evoca giochi d’infanzia Saute-mouton (Cavalluccio). Appena sotto Marie, un omaggio a tutte le donne. E altre piccole opere, sempre a Panzano, si possono trovare presso l’ufficio informazioni in Piazza Bucciarelli.

Proseguiamo verso le tenute vinicole che hanno deciso di condividere e sostenere l’esperienza della prima edizione di Panzano Arte, un viaggio che, oltre a godere di scenari mirabili, ci consentirà di degustare vini pregiati.

Prima tappa all’azienda agricola Fontodi della famiglia Manetti dal 1968, collocata nella vallata chiamata “Conca d’oro”, denominata così per la sua conformazione ad anfiteatro e per il fatto che beneficia di un’esposizione e un microclima eccezionali. Profondamente ancorata alle tradizioni della Toscana, guarda con attenzione anche ai metodi più innovativi per creare vini di alta qualità e magnifici vini biologici, grazie a un terroir straordinario. 

La tenuta ospita tre sculture di Nathalie Decoster: la monumentale Triple protection (Tripla protezione) che si affaccia sui vigneti; Les Arbres de vie (Gli alberi della vita), un magico bosco di alberi stilizzati, nella cui chioma si dondolano al vento delle piccole figure umane, proprio davanti all’ingresso delle cantine dove, visitandole, si scopre, nascosto tra le botti, il poetico Nid d'etres (Il nido degli esseri umani), un vero e proprio nido realizzato con i tralci dei vigneti del luogo, nel quale giacciono, al posto delle uova, piccoli feti.

Seconda tappa, l’incantevole Tenuta Casenuove di proprietà dei Vignobles Austruy dal 2015, con oltre 20 ettari piantati a vigneto. Sul suo terreno argilloso (galestro) crescono il Sangiovese, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, che conferiscono ai vini toscani il loro inconfondibile gusto. Per Tenuta Casenuove, sono state scelte Air N °2 e Air N °3, posizionate sul prato d’ingresso, che rappresentano, come lei stessa indica, il diritto a lasciarsi andare, di non essere sempre costretti nelle maglie di una società che richiede un controllo continuo su tutto. 

Qui, all’esterno, abbiamo anche due meravigliose Eoles (Eoliche) che girano nella brezza, simbolo ancora una volta della fragilità umana, soggetta ai capricci del destino, mentre all’interno della cantina Hommage à Cesar, un omaggio in chiave umoristica al famoso artista francese.

Andiamo poi verso la Tenuta Renzo Marinai che si estende per 30 ettari, 6 dei quali coltivati a vigneto, in un complesso ecosistema di ulivi, querce e alberi da frutto. Ad un'altitudine di 400 metri, il terreno viene coltivato in agricoltura a bassa intensità, realizzando vini biologici di rara qualità insieme a un meraviglioso olio extra vergine d’oliva fruttato. Produce inoltre ridotti quantitativi di pane e pasta biologici, rinomati in tutta la Toscana.

Tra gli olivi, ci imbattiamo una grande opera, omaggio a un altro artista francese, Bernar Venet, amico di Nathalie. Venet Venet, hommage à Bernar ha una struttura attorcigliata che ricorda le classiche sculture di Venet alle quali, però, la Decoster ha aggiunto, in modo ironico, la presenza umana dei suoi ‘messaggeri’. Fragilité 2 (Fragilità 2), posizionata più in alto, ci offre, attraverso il suo cerchio, un’inquadratura straordinaria sulle colline e le valli dintorno. E, dentro una delle case, troviamo Fenêtre sour cour(Finestra sul cortile), di piccole dimensioni, citazione del ben noto film di Alfred Hitchcock.

Ultima cantina, La Massa (www.lamassa.com), fondata nel 1992 da Giampaolo Motta. Appassionato da sempre di vini Bordeaux, di cui ben presto adatta le tecniche nella sua tenuta, affida la supervisione della viticoltura e della vinificazione dell’azienda al famoso consulente di origine bordolese Stéphan Derenoncourt. La Massa dispone di 27 ettari di vigna, con un’altitudine media di 360 metri sul livello del mare, anche loro parte della “Conca d’Oro”. I terreni sono in prevalenza costituiti da argille scagliose e galestro.

Sullo spettacolare prato/terrazza che circonda la cantina, domina Culbuto, un gigante in equilibrio su una mezza sfera, memoria dei balocchi della nostra fanciullezza; sull’altro lato Frailty Cube (Fragilità cubo) e all’interno dell’azienda YinYang, opera ispirata dai numerosi viaggi in Asia della scultrice.

Last but not least, tappa finale di questo viaggio attraverso Panzano Arte, la Pieve di San Leolino, bellissima basilica del XII secolo. Sotto la croce di fronte al porticato d’ingresso, Traces du temps (Tracce del tempo), ultimo atto del nostro ‘messaggero’ che porta a compimento il suo cammino. In un luogo più intimo e appartato, invece, è posizionato un altro Frailty Cube, più essenziale nelle sue forme rispetto al precedente alla tenuta La Massa.

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