"H come amore" al Teatro comunale di Antella

Inutile negarlo: siamo tutti diversi. Ma abbiamo tutti gli stessi sogni e le stesse paure. E soprattutto gli stessi bisogni. Mentali e fisici. Stefano - o come lo chiamano tutti "Stefanino" - è un uomo di trentasei anni e, anche se gioca con le macchinine e disegna con i pennarelli colorati, il suo corpo è quello di un adulto: cominciano i primi capelli bianchi, le prime rughe sul viso e ha il desiderio quotidiano di soddisfare la propria sessualità. Solo la madre, sola, in un mondo forse troppo bigotto o troppo menefreghista, si preoccupa di questo lato "oscuro" di cui nessuno sembra volersi accorgere. E si rivolge ad una "professionista" come si fa quando si ha bisogno di risolvere un problema: Halina, russa, di una bellezza provocante e un po' appariscente si presenta a casa di Stefanino. Ed è qua che comincia la nostra storia. Sessualità e disabilità: un tema spinoso, difficile. Ma solo per chi ha paura di affrontare la vita in tutte le sue infinite sfaccettature. Ma che può rivelare tratti divertentissimi e inaspettati, come spesso, i portatori di disabilità sanno regalare a coloro che pensano di sapere tutto dalla vita. Mesi di ricerche, interviste, studi, hanno portato Riccio alla stesura di un testo pieno di piccoli dettagli che aprono punti di vista inaspettati e sinceri: "tutto quello che c'è nello spettacolo è vero: non abbiamo fatto altro che ricomporre un mosaico di testimonianze" dice Riccio. Gaia Nanni, per molti anni ha collaborato con l'associazione "Trisomia 21" sente questo spettacolo come una urgenza: "necessario" lo ha definito "perché è un argomento di cui si deve parlare". Alessandro Riccio e Gaia Nanni, si ritrovano sul palco assieme dopo l'enorme successo de "La Meccanica dell'Amore" (che ha visto la Na