"Guerra" a Le Murate

GUERRA a cura di Ilaria Cristini
cinque brevi capitoli sul Mito tragico dell'Amore

collaborazione artistica Brisa Fuentes Astudillo Sofia Menci

con Francesca Banfo Martina Bartolini Margherita Cancellieri Silvia Cogotzi Lavinia Corvi Dalila Doro Claudia Felici Ares Veronica Limongi Alessandro Lizzio Stefano Macaione Matilde Mazzoni Ornel Menaj Federica Murittu Miriam Poggiali Antonia Ricciardi Lorena Scremin Andrea Sofia Verdone Daria Vincenti Whang Yung Jing Sara Zannoni Chen Zhou Han Xu
la voce recitante è di Sofia Menci

Eravamo entrambi figli della precarietà e del conflitto. Cercavamo disperatamente di creare insieme, il posto nel mondo che ci era stato negato in origine.
(André Gorz, Lettera a D)

Guerra è il risultato di un lavoro performativo costruito attraverso un laboratorio organizzato dalla Consulta degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze. Il percorso ha visto coinvolti 25 studenti appartenenti a diversi indirizzi dell'Accademia che hanno sperimentato, molti per la prima volta, cosa significa vivere la scena come performer, usando come strumenti fondamentali il proprio corpo fisico e l'azione nello spazio.
Il titolo del progetto, Guerra, richiama il contenuto del laboratorio. Il termine è metaforico e trova il suo focus in una condizione molto intima, la ricerca di amore, intesa come forma relazionale, affinità elettiva con l’altro. La scena diviene il campo dello scontro, la battaglia che, momento dopo momento, ci troviamo a vivere; una visione disincantata del quotidiano e dello sforzo che occorre per affrontarlo ogni giorno.
I nostri rapporti umani contengono ancora molto di atavico. Se questo è un Mito tragico, come recita il sottotitolo, è perché il suo Eroe è consapevole, conosce la condanna originaria della colpa, la sofferenza che è obbligato a sopportare, l'Eden perduto.
Ora egli è costretto a conoscere la fatica: quello che lo ha portato fin lì è stata la sua passione per la vita, ed è la vita stessa che ora gli mostra l’altro suo lato, il macigno.
Questa condizione ci fa però intuire la dote, tutta umana, di "accettare l’inaccettabile", che, a seconda che sia vissuta nella consapevolezza o nella sottomissione vittimistica, si trasforma in desiderio o condanna.
La confusione delle passioni, le relazioni familiari, i fatti contemporanei di cronaca nera, raccontano il continuo scontro tra ordine e libertà, legami civili e impulsi primitivi. L’individualismo è una delle maggiori forme di difesa a questa confusione. Con-centrarsi su se stessi, coltivare il proprio orticello come fosse il centro dell’universo, lucidarsi amorevolmente l’ombelico. Nemmeno il Principe Azzurro riesce più a svegliare così facilmente l' Amata dal suo sonno profondo. Anche a lui è richiesto uno sforzo titanico. Tutto sta nella forza del desiderio e quanto siamo disposti a faticare per affermarlo. Finché c'è vita …

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