Francesca Nunzi e le sue donne in "Volevo fare la mignotta" al Teatro di Cestello

Affascinante stella del palcoscenico, talento di successo che però ... voleva fare ben altro nella vita. Francesca Nunzi, una delle più apprezzate e versatili interpreti del teatro contemporaneo italiano, arriva a Firenze, sul palco del Cestello (da venerdì 27 a domenica 29 novembre, nei feriali alle 20,45, la domenica alle 17,45) con il suo cavallo di battaglia, dal titolo volutamente graffiante, "Volevo fare la mignotta". Un brillante one woman show in cui l'attrice sfoggia i suoi poliedrici talenti, dalla recitazione, in una formidabile galleria di caratteri e personaggi femminili, al canto, nel quale da sempre eccelle. Ma perché questo titolo tanto eloquente quanto curioso? “Volevo fare la mignotta” … Da cosa prende le mosse questo copione che ha il sapore della commedia di satira e forse un po' della critica sociale? E' la stessa Nunzi a spiegarlo nelle diverse interviste che hanno preceduto, accompagnato e seguito il successo dello spettacolo: “Si è trattato fin da subito di un gioco ironico per affrontare con l’apparente leggerezza della  comicità una riflessione amara sulle ambizioni femminili - spiega - Noi donne siamo spesso sottoposte a una vita frenetica, sopratutto se vogliamo affermarci onestamente nel lavoro e contemporaneamente coltivare la famiglia, gli affetti. Mi sono divertita a fare un analisi un po' al contrario della nostra società, dove tutte quelle che fanno il mestiere più antico del mondo aspirano in realtà ad altro, a diventare  attrici,  politiche, modelle, al successo a ogni costo. Lo spettacolo dunque parte dalle considerazioni di una signora, un po' stanca della vita e del tran tran di tutti i giorni, che analizza tutte le fatiche della donna che lavora, tiene i figli, va in palestra per tenersi in forma e alla fine della giornata le viene da chiedersi : ma chi me lo fa fare? Ma non era meglio se facevo la mantenuta, almeno stavo tranquilla? Poi da lì ho cominciato a pensare a personaggi femminili storici famosi, da Eva fino alla monaca di Monza e mi sono chiesta se queste donne siano diventate celebri  perché anche loro facevano "il mestiere" per raggiungere il potere e la fama  o se piuttosto non  siano state vittime di qualche disegno superiore, letterario che le ha strappate alla vita tranquilla e normale che in fondo desideravano continuare a fare, anche divertendosi un poco”. Tra le tante signore che Francesca interpreta c’è anche un’originalissima Regina Cleopatra, immaginata come la figlia di una donna di servizio di Pozzuoli emigrata in Egitto e casualmente arrivata al trono. L’accento tipico napoletano ci restituisce il racconto della storia con Marco Antonio da un punto di vista decisamente inedito, così come una Beatrice tipicamente fiorentina ci svela a suo modo i retroscena della nascita del Paradiso dantesco. Poi la musica, l’interazione col pubblico e tante sorprese per questo originale spettacolo che le donne adorano e aiuta i maschietti, attraverso il riso, a capire un po’ meglio quanto sia complicata la vita del gentil sesso. Ad accompagnare Francesca in scena il maestro Jacopo Fiastri al pianoforte. Per informazioni e prenotazioni 055.294609 – prenotazioni@teatrocestello.it

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