Firenze di notte dal barchino dei renaioli

Dal 1 Aprile 2019 fino al 30 Aprile, presso il “Cellai Boutique Hotel” esporrà le proprie opere fotografiche Roberto Mosi.

Roberto Mosi è stato premiato al Premio Internazionale Stefano Ussi, promosso dal Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, per la fotografia “Il barchino dei renaioli” (ottobre 2018), un tema che riprende nella mostra che sta per aprirsi all’Hotel Cellai: “Firenze di notte dal barchino dei renaioli”.
L’inaugurazione della mostra avrà luogo Lunedì 1 Aprile 2019 alle ore 18.00 presso il “Cellai Boutique Hotel”, in via XXVII Aprile n. 14 Firenze.

Nell’opera di questo fotografo è costante l’attenzione alla città, secondo una pluralità di visioni. Alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa è in corso la mostra, realizzata insieme a Adriana Freddi, su un luogo vivo e suggestivo del centro cittadino: “H24/ il Porcellino racconta la storia del Mercato”.

Per le mostre realizzate si citano: “NONLUOGHI” (2009), “FLORENTIA” (2010), “MITO” (2011), “TRACCE” (2013), “FIRENZE RIFLESSA” (2013), “FIRENZE CALPESTATA” (2014), “FIRENZE DIETRO LA FACCIATA” (2015); organizzate presso: Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, Giubbe Rosse, La Citè, Hotel Cellai, Villa Arrivabene.

Ha partecipato alla prima edizione (2016) dell’Officina del Mito con l’opera “In attesa del ritorno di Ulisse”; alla seconda edizione (2018) con il progetto “Labirinto/Caos e cosmos – Daedalus & Borges & Berners-Lee”. Nella Playlist “Felicità” su YouTube sono riportati quaranta video che documentano la ricerca dell’autore sul rapporto fra fotografia, pittura e poesia.

Di particolare rilievo la mostra personale alla “Casa di Dante”: “Firenze, foto grafie”, 2016, illustrata dal video YouTube: indirizzo LnZv7r30CMw, e dall’omonimo e-Book su www.larecherche.it. Nella mostra ha presentato in forma antologica il lavoro dedicato alla città, “sfogliata” petalo per petalo con la macchina fotografica, assumendo lo sguardo curioso del flâneur che vaga curioso per le vie”. L’attenzione è rivolta pure, in questo contesto, ai “nonluoghi”, ponendo in risalto la capacità della fotografia di “trasformare anche i soggetti più inconsistenti in un unico immaginativo di grande importanza”.

Fra le recensioni: G. Nobili Vitelleschi, Giornale dell’Arte online, luglio 2011, scrive su “MITO”: “Il primo passo dell’autore è muoversi intorno all'opera e cogliere lo “sguardo” sul paesaggio, per conquistare l'aura che la rende unica»; Silvia Ranzi, rivista “Pegaso” n. 12/2013, afferma: “La mostra “FIRENZE CALPESTATA” richiama la conservazione delle memorie storiche silenti sotto il calpestio dei passanti, come la lapide in Piazza della Signoria dedicata a Girolamo Savonarola. Ci offre rapide inquadrature di figure, sorprese in scorci dal basso, nella dinamica degli arti inferiori, nell’azione del camminare, correre, stazionare. Una collezione persuasiva per l’impegno estetico che fa dello scatto digitale il prolungamento educativo di un’idea-immagine, “dispositivo di senso” individuale e collettivo”.
Roberto Mosi, già dirigente della cultura alla Regione Toscana, vive a Firenze, è impegnato anche nel campo della letteratura.

Per la poesia ha pubblicato “Il profumo dell’iris” (Gazebo 2018), Navicello Etrusco (Il Foglio 2018), “Eratoterapia” (Ladolfi 2017) e l’Antologia “Poesie 2009-2016” (Ladolfi 2016). Per la narrativa ha pubblicato il romanzo “Esercizi di volo “(Europa Edizioni 2017); “Non oltrepassare la linea gialla” (Europa Edizioni, 2014) e la guida “Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone” (Il Foglio, 2013).

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