Vino: aumenta la produzione, solo in Toscana

Lo fa sapere Coldiretti Toscana

Foto di repertorio

“Le stime della produzione di vino in Toscana fanno ben sperare - spiega Fabrizio Filippi Presidente di Coldiretti Toscana - si parla di un +10%, l’unica regione su tutto il territorio nazionale con una crescita positiva. A livello nazionale - prosegue Filippi - la produzione si attesta su 46 milioni di ettolitri di vino, il 16% in meno dell`anno scorso, con l’Italia che è il primo produttore mondiale davanti alla Francia e Spagna". La produzione toscana ha un buon andamento a dispetto di quella regionale dove si registra un meno del 16%.

Soddisfazione da parte del governatore Rossi: "Questo aumento - sottolinea il presidente - si concilia e non confligge con la vocazione toscana verso i vini a denominazione d'orgine che hanno disciplinari molto rigidi e rese molto contenute".

"I risultati dell'ultima vendemmia - afferma Rossi - sicuramente dipendono dalle condizioni climatiche favorevoli, e fanno tirare un sospiro di sollievo dopo le sofferenze degli ultimi anni". "Sul raggiungimento di questo obiettivo - aggiunge Rossi - hanno certamente inciso la bravura e le capacità dei nostri imprenditori e le politiche della Regione a sostegno della qualità e della quantità".

A sostenere la vendemmia in piano svolgimento è il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che fanno registrare un aumento del 5,4% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2019.

La produzione tricolore sarà destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola. Sul territorio nazionale ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

"A preoccupare il futuro - precisa la Coldiretti - sono gli effetti della Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ma anche la guerra commerciale che Trump ha minacciato di scatenare nei confronti dell’Europa con un aumento dei dazi fino al 100% del valore che colpirebbero anche il vino italiano le cui spedizioni in Usa valgono 1,5 miliardi nel 2018".

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