Anteprime di Toscana, il Brunello in cantina rende più dei bond: nei caveau 400 milioni di euro in vino sfuso

Pronta al debutto l'annata 2015, dal 21 al 25 febbraio a Montalcino (Siena)

Il Brunello in cantina? E' come un bond ad altissimo rendimento, con profitti che crescono in maniera direttamente proporzionale all’affinamento del vino, fino a triplicare il proprio valore. Lo rileva il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, elaborando alcuni dati di Valoritalia, società leader nelle attività di Controllo sul settore vitivinicolo, sulle giacenze di vino sfuso in cantina.

I 340.000 ettolitri delle ultime annate di Brunello, conservati in botte nei caveau delle 300 aziende montalcinesi, valgono infatti circa 400 milioni di euro, grazie alla supervalutazione del proprio sfuso (fino a 1.200 euro per ettolitro). Non solo: dopo l’imbottigliamento (e considerando le quotazioni dell’annata 2014), il valore del prodotto finito potrà salire del triplo, fino a superare quota 1,2 miliardi di euro.

Forte di queste cifre, il Brunello annata 2015 si prepara al debutto con una quattro giorni di eventi tra degustazioni, ospiti e focus di mercato organizzati dal Consorzio: dal 21 al 24 febbraio prossimi, 140 produttori celebreranno il prodotto icona del suo vigneto con la 28^ edizione di Benvenuto Brunello, iniziativa che chiuderà la settimana fiorentina (ma non solo) delle Anteprime Toscane.

“L’economia della nostra denominazione si mantiene in equilibrio - ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci -, gli imprenditori fanno a gara sul terreno della qualità e non sui prezzi, gli amministratori da tempo perseguono politiche di lungo termine, come quella del contingentamento a 2.100 ettari dell’area vitata Docg, mai modificata dal 1997. Oggi il nostro sfuso vale il quadruplo rispetto alla crisi del 2010 e l’imbottigliato raggiunge quotazioni più che soddisfacenti, due elementi questi in grado di remunerare bene tutta la filiera”.

Dalla cantina al vigneto, d'altronde, il trend non cambia: il valore per ettaro tocca ormai quasi quota 1 milione di euro, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Il 4.500% in più rispetto a cinquant’anni fa, con una crescita costante e che non sembra affatto fermarsi. Per la gioia di appassionati e investitori.

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