Toscana punta sul mercato estero

Grazie al web

Foto di repertorio

Assocamestero stima che ci siano circa 112 mila le imprese con le potenzialità per spingersi all’estero. Marketing01 organizza un workshop ad Arezzo sulle potenzialità degli strumenti di web marketing, che consentono di ottenere una migliore e maggior e visibilità, in circa il 90% dei casi, e un tasso di conversione del 73%

Ampliare il proprio bacino di utenza, anche oltre i confini nazionali. Secondo le stime diffuse da Assocamestero non molto tempo fa, sarebbero circa 112 mila le imprese italiane che avrebbero tutte le carte in regola per estendere la propria attività anche ai mercati esteri, con una notevole crescita del proprio fatturato.

Un dato confermato anche da Marketing01, azienda Premier Partner di Google, specializzata in strategie di web marketing e campagne di posizionamento seo e sem, secondo la quale ciò che frena l’espansione delle PMI è la difficoltà ad individuare il pubblico di riferimento estero e, una volta delineato, a farsi conoscere.

Per Paolo Bomparola, presidente di Marketing01, la soluzione è nel web marketing, per questo ha deciso di organizzare un workshop per giovedì 4 luglio ad Arezzo ed uno il 15 luglio a Firenze,  Gli incontri, rivolto a tutti gli imprenditori, sono gratuiti, previa prenotazione, e si inseriscono in un ciclo di eventi itineranti, con i quali l’azienda sta incontrando le imprese di tutta Italia.

In riferimento alla Toscana, l’export rappresenta una voce non trascurabile nel PIL regionale, con un fatturato che nel primo trimestre del 2019 ha registrato un incremento del 6,4%, oltre il doppio della media nazionale, ferma a 2,9%.

A incidere in misura maggiore sono il settore pelletteria e calzature di Firenze (+12,9%) e quello seguito dal distretto del Cartario di Lucca (+16,5%). La situazione nel territorio regionale, però, è tutt’altro che omogenea. Al fianco di distretti virtuosi e dinamici, ce ne sono altri che registrano una diminuzione delle vendite, come la pelletteria e calzature di Arezzo (la peggiore a -25,8%).

Il made in Italy viene comunemente percepito come sinonimo di alta qualità in ogni settore.

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