Tempo indeterminato e restare a Firenze: ecco cosa preferiscono i giovani per il proprio futuro

Cinquanta studenti hanno incontrato 15 aziende per cominciare la propria esperienza nel mondo del lavoro

Sognano la libera professione aprendo una propria attività, ma nell'immediato cercano la sicurezza di un contratto a tempo indeterminato. In tanti preferirebbero restare a lavorare a Firenze, dopo aver fatto un'esperienza all'estero. Altri invece sono disposti a lasciare la città d'origine. Si ispirano ai propri genitori, che hanno trovato un equilibrio tra carriera e famiglia o che hanno avuto la possibilità di viaggiare. Sono questi i giovani nati tra la fine degli anni '90 e l'inizio del millennio (i cosiddetti millennials e generazione Z), che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. E' il quadro che emerge dal Recruiting Day della Scuola di Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali “Pietro Baldesi”, che si è tenuto ieri a Firenze e che ha fatto incontrare 50 studenti con 15 aziende.

Ma cosa cercano le aziende? Ragazzi intraprendenti e propositivi. “Una delle doti più importanti e apprezzate per i ragazzi è l'intraprendenza: saper capire qual è la propria sfera di autonomia e saper sviluppare soluzioni e proposte. Non essere passivi ma propositivi. Essere intraprendenti fa di sicuro la differenza.” Le competenze professionali sono importanti, ma il plus può essere rappresentato dalle qualità personali. “Cerchiamo ragazzi multitasking, capaci di cogliere le novità, di adattarsi alle innovazioni tecnologiche, all'uso dei social media. Chiediamo flessibilità nelle capacità. Le specializzazioni vengono in secondo piano, valutiamo più le caratteristiche strutturali più di quelle professionali”.

Agli occhi delle aziende i ragazzi di oggi sono più aperti, curiosi, disponibili al confronto. “Hanno voglia di confrontarsi. Sono più intraprendenti rispetto alle scorse generazioni, hanno capito l'importanza di confrontarsi con colleghi che vengono dall'estero.”

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“Nove studenti su dieci trovano lavoro entro un anno dopo aver lasciato la nostra scuola”, spiega il Presidente Claudio Terrazzi. “Per molti di loro quindi il colloquio di oggi potrà trasformarsi nella prima esperienza lavorativa e anche duratura. Il colloquio comunque è di per sé un'occasione che arricchisce il proprio bagaglio di esperienza e per gran parte dei nostri ragazzi oggi si è trattato del primo. Un ricordo che si porteranno sicuramente dietro e che li aiuterà per il proprio futuro.”

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