Sasch in liquidazione, a rischio 400 dipendenti

Il gruppo Sasch, secondo quanto comunicato dai sindacati, ha annunciato l'imminente liquidazione. Il tracollo finanziario potrebbe portare alla chiusura delle aziende che contano un gruppo di 400 dipendenti

La situazione si fa sempre più critica per il gruppo di 400 dipendenti del gruppo Sasch che conta più di 10 aziende tra la provincia di Prato e di Firenze. I sindacati hanno riferito, dopo un incontro con l'azienda, dell'imminente liquidazione. La situazione finanziaria dell' industria che lega il suo nome a quello dall'attuale sindaco di Prato Roberto Cenni ha subito un tracollo che potrebbe portare alla chiusura delle aziende che fanno capo alla Go-Fin.

La proprietà l'ha comunicato ai sindacati senza troppi particolari in una riunione che proseguirà oggi pomeriggio e che vedrà in contemporanea un'assemblea dei dipendenti delle aziende a rischio.
 “Una decisione inattesa ma non imprevedibile - spiega Piero Sarti della Filtea Cgil di Sesto Fiorentino - visto l'ulteriore aumento del debito, già arrivato a 160 milioni di euro. La proprietà ci ha detto che stanno ancora studiando tempi e modi della liquidazione. Ma non mi stupirei se qualcuno dei creditori chiedesse il fallimento, insomma, un vero e proprio dramma per il distretto".Unica eccezione alla chiusura sarebbe la Eurotintoria spa, controllata al 50% dalla Go-Fin, che già da tempo sta prendendo le distanze dal gruppo con impegni finanziari autonomi da parte del rimanente 50% dei soci. Intanto si registrano le prime reazioni.

Il capogruppo Pd in consiglio comunale, Massimo Carlesi, ha espresso forte preoccupazione per la drammatica situazione, chiedendo "una presa di posizione da parte del sindaco Roberto Cenni, sia come figura istituzionale ma anche come uno dei membri di riferimento del gruppo aziendale stesso".

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Il Pdl pratese esprime "grande preoccupazione per la paventata chiusura della Sasch, una delle aziende che negli ultimi decenni hanno tenuto alto il nome di Prato nel mondo, e per la eventuale perdita di 395 posti di lavoro. Sarebbe un colpo durissimo per l'economia pratese", dicono i coordinatori del Pdl pratese Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi. "Il marchio Sasch è presente in negozi di oltre 30 paesi del globo ed è parte integrante di un gruppo con molti rami di attività, perciò esistono molteplici possibilità di intervento. Serve anzitutto buon senso e la volontà di lavorare perché prevalga il bene comune. Sappiamo che validi professionisti stanno valutando tutti i percorsi possibili per mantenere il livello occupazionale, la valorizzazione del patrimonio e l'avviamento. Tutto questo per dare continuità all'attività e mantenere una importantissima risorsa sul territorio. Ci aspettiamo pertanto che chiunque possa contribuire ad una soluzione positiva, dalla proprietà al sistema bancario fino alle istituzioni tutte, faccia la propria parte".

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