Via ai saldi: solo in provincia di Firenze giro d'affari da oltre 60 milioni

Ogni famiglia toscana spenderà in media 230 euro, Confcommercio: “Troppo presto, spostare i saldi a fine luglio”

Sabato prossimo, 6 luglio, via ai saldi estivi. La spesa delle famiglie toscane si manterrà in linea con quella dello scorso anno. Lo confermano le previsioni dell’Ufficio Studi della Confcommercio: ogni famiglia spenderà in media 230 euro (erano 225 lo scorso anno), circa 97 euro pro capite.

“Almeno sei famiglie su dieci approfitteranno dei saldi per acquistare capi scontati. Nella sola provincia di Firenze, per fare un esempio, si stima un volume di affari complessivo intorno ai 62,8 milioni di euro”, dice Confcommercio.

"Mai come quest’anno le vendite di primavera sono state penalizzate a causa del clima freddo, che si è unito ai problemi di un mercato interno già rallentato ormai da diversi anni, in particolare per il settore moda”, spiega la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, “ora le attese sono molto alte, di gente in giro nei negozi se ne vede molta in questi giorni, la maggior parte dei consumatori sta guardandosi intorno, in attesa di sabato”. I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati annuali dei negozi.

La data di avvio dei saldi però per la presidente di Federmoda-Confcommercio Toscana Federica Grassini “è troppo anticipata, più che vendite di fine stagione sembrano sempre di più vendite d’inizio. Basterebbero tre o quattro settimane in più in modo da iniziare i saldi estivi a fine luglio e quelli invernali a fine gennaio”.

Come ogni anno, Confcommercio ricorda alcuni principi di base per il corretto acquisto degli articoli in saldo:

1Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

4Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. 

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