Moda poco tecnologica: la pelletteria e il lusso trainano il settore

Indagine della Cna: si lavora sempre più per conto di terzi

Un sistema solido, centrato su pelletteria e abbigliamento, con il calzaturiero in posizione più defilata. Questi in sintesi i risultati dell’Osservatorio sul Sistema Moda di Firenze: un’indagine statistica condotta dal Centro Studi di CNA Firenze coordinato dal Prof. Gaetano Aiello dell’Università degli Studi di Firenze su un campione di 533 imprese artigiane manifatturiere, rappresentative delle 4.761 imprese attive nel settore a Firenze e provincia.

La produzione è preminentemente contoterzista (al 64% contro il 17% di produzione in conto proprio) e la tendenza è che lo sarà sempre più in futuro. I produttori in conto proprio, infatti, hanno evidenziato forti difficoltà nella comunicazione e promozione online del proprio brand (sia per scarsità di competenze, che per il costo del ricorso ad agenzie specializzate) ed anche nel posizionamento sul mercato (commercializzare un prodotto altamente rifinito, ma mancante di un’immagine forte come quella degli storici e famosi brand è spesso impossibile), con la conseguenza che, sempre più frequentemente, si trasformano in contoterzisti.

Si tratta in ogni caso di imprese coinvolte nella competizione internazionale dei settori del lusso e dell’alta qualità (il target della loro clientela è al 39% di lusso, al 42% alto, al 16% medio e al 3% basso), sia indirettamente, lavorando per i grandi marchi, che direttamente, lavorando per clienti esteri. La griffe con cui le imprese del territorio lavorano di più è Gucci (57%), seguita da Dolce e Gabbana (13%),Ferragamo, YSL, Bottega Veneta, Fendi e Prada (6% ciascuna).

Il mercato di riferimento è quello italiano (vi opera l’89% delle imprese), ma, specialmente le aziende che hanno già un ruolo rilevante in patria, si spingono all’estero, lavorando per il mercato europeo (24% delle imprese), statunitense(22%) e asiatico (21%).

Il bisogno primario del comparto (evidenziato dal 49% del campione) è il reperimento di “talenti per il futuro”: professionalità artigiane della produzione che oggi scarseggiano tra i giovani, come macchinisti, modellisti, addetti al montaggio borse da banco, sarti addetti ai macchinari di tintura. Seguono, tra i bisogni del settore, la formazione (13%), gli incentivi per macchinari ad alto impatto innovativo e all’avanguardia per sviluppare l’industria 4.0 (17%), maggiori bandi di finanziamento per l’internazionalizzazione (4%) e la possibilità di partecipare e organizzare mostre e fiere(10%).

Bassissimo il ricorso all’e-commerce e ai social (utilizzati solo dal 20% degli intervistati). “Emerge con chiarezza come lo sviluppo del comparto sia condizionato da due fattori, al momento carenti: i talenti del futuro e le tecnologie del futuro. Da una parte la ricerca ‘disperata’ di giovani disposti non tanto e non solo ad imparare, ma a rimanere e crescere all’interno delle attività, dall’altra la necessità di adottare immediatamente le nuove tecnologie a disposizione: la bassa digitalizzazione di queste imprese è infatti un fattore che abbatte enorme la loro competitività” commenta Franco Vichi, direttore generale di CNA Firenze.

“A questi si aggiunge un terzo elemento che da sempre costituisce la base per ogni crescita imprenditoriale: i mercati del futuro, da ‘scovare’ ed affiancare all’attuale mercato di riferimento, quello delle griffe. Un modo sia per sostenere la crescita, sia per garantire la diversificazione del rischio di mercato” aggiunge Simona Innocenti, Presidente CNAFedermoda Pelle Firenze.

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