Pressioni della Menarini su Tremonti per bloccare l'inchiesta

Ipotizzate dagli inquirenti delle pressioni sull'attuale ministro dell'Economia Giulio Tremonti per cessare le verifiche fiscali. La stretta tramite il governo Lussemburghese che doveva fare da tramite

In uno scritto trovato dagli inquirenti durante una perquisizione alla Menarini, la multinazionale farmaceutica sotto inchiesta per evasione fiscale e truffa allo Stato, si ipotizzava di fare pressioni sul ministro dell'economia Giulio Tremonti tramite il governo del Lussemburgo affinché intervenisse per fermare le indagini della procura di Firenze. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dagli inquirenti fiorentini nella quale sono indagate, a vario titolo, 14 persone ed è stata posta sotto sequestro una somma di 1,2 miliardi di euro riferibile al patron dell'azienda Alberto Aleotti.
 
Secondo il desiderio dell' estensore di un biglietto trovato e sequestrato alla Menarini - scritto che ha suscitato l'interesse degli inquirenti - un ministro del Lussemburgo avrebbe dovuto parlare con Tremonti per convincerlo ad influenzare, fino magari a fermarla in qualche modo, la verifica fiscale in corso sulla multinazionale farmaceutica di Firenze. Gli accertamenti tributari sono quelli svolti sulla Menarini dall' Agenzia delle entrate e, secondo un' interpretazione che gli inquirenti della procura di Firenze darebbero di questo scritto, che è stato trovato in una perquisizione, l'intenzione era ottenere pressioni su questo ufficio. Lo scritto emerge come uno dei tanti tasselli dell'inchiesta che vede indagati per truffa allo Stato e evasione fiscale 14 persone, e sotto sequestro 1,2 miliardi di euro. In particolare é ritenuto intererssante riguardo al trasferimento all'estero di redditi che gli inquirenti ritengono siano maturati in Italia, ma non denunciati al fisco.
 
"L'autorevolezza e serietà del ministro Tremonti sono tali che nessuno potrebbe mai sensatamente fare ipotesi simili. Il Gruppo Menarini inoltre non ha alcun interesse a fermare le indagini che lo riguardano, al contrario spera di arrivare il prima possibile al dibattimento di merito dove tutte le ipotesi accusatorie si confronteranno finalmente con le realtà dei fatti". E' quanto afferma, in una nota, la multinazionale farmaceutica su quanto emerge dall'inchiesta della procura di Firenze rispetto a uno scritto sequestrato durante una perquisizione e nel quale sarebbe riportata l'intenzione di far intervenire il ministro dell'economia Tremonti tramite un imprecisato "ministro del Lussemburgo".

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