Giubbe Rosse, duro attacco: “Classe imprenditoriale non degna di questo Paese” / FOTO

La Cgil: "Se pensiamo solo all'aeroporto e non alle attività produttive avremo una Firenze città-vetrina, modello Disneyland"

Dopo tre aste andate deserte, il rischio di chiusura per storico esercizio commerciale di piazza Repubblica è sempre più  concreto. Di sicuro l'attività non potrà proseguire ancora per molto con la curatela fallimentare, iniziata nel dicembre scorso, dopo il fallimento della precedente gestione. Questa mattina la Filcams Cgil, insieme ad alcuni lavoratori, ha fatto un nuovo presidio di protesta davanti al locale, per lanciare un appello all'imprenditoria fiorentina e non solo ma anche per mettere quegli stessi imprenditori di fronte alle proprie responsabilità.

“Mai avremmo pensato che a Firenze, in Toscana e nel resto del Paese, nonostante la notorietà del marchio, non ci fosse un imprenditore, singolo o associato, interessato a rilevare una attività imprenditoriale in pieno centro a Firenze, che avesse voglia di legare il proprio nome al rilancio di un caffè che ha attraversato la storia del Novecento e che è, anche oggi, fra i più famosi non solo in Italia”, dice Massimiliano Bianchi, segretario generale della Filcams Cgil Firenze.

Bianchi sul caso della vertenza delle Giubbe Rosse arriva a parlare di “omissione di soccorso” da parte dell’imprenditoria fiorentina.

“In questi mesi abbiamo scritto più volte alle associazioni di categoria imprenditoriali, anche solo per aprire un tavolo sulla questione, sul perché nessuno fosse interessato ad un brand storico e conosciuto come quello delle Giubbe Rosse, ma nessuno ci ha risposto”, aggiunge Bianchi, che sottolinea come a rischiare il posto di lavoro ci siano oltre 20 lavoratori.

“Non c'è solo l'aeroporto, ci sono anche le attività produttive. Si fa un gran parlare di sviluppo aeroportuale ma senza le attività produttive e solo con gli aeroporti avremo una città vetrina, sempre più 'Disneyland' - attacca Bianchi -. La chiusura delle Giubbe Rosse sarebbe anche uno sfregio alla città”.

“Tutto questo dà il segno di una classe imprenditoriale non degna di questo Paese. Noi resistiamo ma è giusto che l'opinione pubblica sappia che gli imprenditori, che chiamiamo al tavolo, non rispondono”, attacca ancora Bianchi.

Una storia che ricorda da vicino quella dello storico Caffè Giacosa, poco distante, chiuso con la perdita di un'attività storica e di numerosi posti di lavoro.

Per le Giubbe Rosse già tre aste sono andate deserte. Ogni volta ad un prezzo ribassato. L'ultima base d'asta, pochi giorni fa, partiva da un milione di euro. La speranza di tutti è che il Tribunale decida per una nuova asta e che finalmente, sicuramente ci sarà un ulteriore ribasso, qualcuno si faccia avanti.

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