Fattura elettronica, da trasparenza a incubo. Ecco chi ci rimette

Difficoltà burocratiche e costi in crescita: il commercialista Ranieri Villi ci aiuta a capire

Dal 1° gennaio è entrata in vigore la fatturazione elettronica. Un obbligo che riguarda i titolari di partite Iva, fatta eccezione per i regimi forfettari e altri regimi di vantaggio. La nuova normativa sembra diventata presto un incubo per molti piccoli imprenditori e professionisti. Ne parliamo con il presidente dei giovani commercialisti di Firenze Ranieri Villi.

Fatturazione elettronica: com'è la partenza?
E' sicuramente una spina nel fianco. Per i lavoratori come per i commercialisti che, al fianco delle imprese, stanno lavorando in un sistema ancora esageratamente improvvisato, lacunoso ed inefficiente. Da un punto di vista pratico l'amministrazione finanziaria su una grande quantità di casi pratici, con frequenza giornaliera, non ha saputo e non sa dire come il contribuente deve comportarsi.

Quanti e quali problemi sta provocando?
Sotto il profilo tecnico, in questo primo mese di applicazione abbiamo subito troppi malfunzionamenti. Collegamenti assenti, programmi bloccati e fatture che non partivano (o lo facevano sbagliate) hanno creato un disagio oltre ad un grosso danno economico. Sia le imprese che i professionisti stanno portando sulle spalle il fardello di un provvedimento che, pur giusto astrattamente, non ci vede ancora pronti ad affrontarlo.

Ma se il principio è giusto, cosa c'è di sbagliato?
Sarebbe bastato un periodo di prova, come già avvenuto in Portogallo che prima di noi l'ha applicata, per riuscire a corregge in corsa i fisiologici problemi senza creare danni alla popolazione. Attendiamo, col medesimo timore con il quale gli analisti finanziari aspettavano il Big Bang dei mercati con l'ingresso nell'anno 2000, il momento in cui, contemporaneamente, il sistema informatico dell'Agenzia delle Entrate dovrà ricevere una mole di dati che non è in grado di gestire. Non so prevedere, ad oggi, cosa sarà dei contribuenti in quel momento.

Oltre alle difficoltà pratiche, la fatturazione elettronica può comportare dei costi in più (anche di professionisti)? In media possiamo quantificarli?
Decisamente, e forse in questa fase è il secondo aspetto che ha infastidito particolarmente tutti. Una quantificazione precisa non si ha, ma alcuni rappresentanti di categoria hanno dichiarato di spendere – probabilmente per software specifici – oltre 1000 euro all'anno. I commercialisti, soprattutto su Firenze, si sono principalmente appoggiati ai produttori dei programmi di contabilità. Mediamente il costo per i nostri clienti è di circa 100/150 euro all'anno.

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