Evasione fiscale: in provincia di Firenze scoperti in un anno 281 milioni di euro non dichiarati

Dati divulgati in occasione dell'anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, in Toscana la cifra sale ad 2,16 miliardi: un 'settore' che non va mai in crisi

Da anni si parla di crisi economica, di difficoltà degli enti pubblici a 'fare cassa', della necessità di tagliare servizi pubblici essenziali come scuola e sanità. La frase che più si sente in giro è “non ci sono soldi”. A ben guardare però, è un segreto di Pulcinella ma tanti lo vogliono tenere nascosto, la realtà dei numeri illustrati questa mattina dalla Guardia di Finanza dice una cosa diversa.

Nel 2018 le Fiamme Gialle fiorentine hanno scoperto, nella sola provincia di Firenze, 175 “evasori totali”, soggetti completamente sconosciuti al fisco, e una base imponibile netta sottratta a tassazione dello Stato pari ad oltre 281 milioni di euro.

A livello regionale questo dato sale ad oltre 2 miliardi e 160 milioni di euro, ai quali si aggiungono, sempre su base regionale, 539 milioni di euro di Iva non versata. Nell'intera Toscana gli evasori totali individuati sono stati 1.124, in tutto sono state denunciate per reati fiscali 1.179 persone, delle quali 30 sono finite in manette.

I dati sono stati divulgati questa mattina, in occasione del 245esimo anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza, festeggiata con una cerimonia pubblica in piazza del Carmine, alla presenza, tra gli altri, del comandante interregionale dell'Italia centro-settentrionale, generale Sebastiano Galdino, del prefetto Laura Lega e del sindaco Dario Nardella.

I numeri sopra esposti ci dicono insomma che “i soldi ci sono”, a dispetto del senso comune, ma non emergono. Centinaia di milioni che, se tali redditi fossero tassati, potrebbero finire a finanziare scuole, ospedali, asili nido, strade, senza necessità di alcun 'taglio' alla spesa pubblica.

E i dati si riferiscono soltanto ai patrimoni e ai guadagni illegali che il grande lavoro delle fiamme gialle ha fatto emergere, ma nessuno può sapere con precisione a quanto ammonti il totale dell'evasione fiscale (a livello nazionale le stime parlano di almeno 120 miliardi di euro, siamo tra i peggiori in Europa).

L'evasione è diffusa anche 'al dettaglio': su quali 7mila controlli, nella provincia di Firenze, nel corso del 2018 è risultato che nel 24% dei casi, in pratica uno su quattro, lo scontrino o la ricevuta fiscale non veniva emessa.

Per quanto riguarda il “lavoro sommerso”, altra piaga difficile da debellare, lo scorso anno la Guardia di Finanza ha individuato in provincia di Firenze 191 lavoratori “in nero” e 211 irregolari, alle dipendenze di 61 datori di lavoro (scoperto anche un caso di caporalato).

Nei cosiddetti “capannoni alveare” dell’hinterland fiorentino la Guardia di Finanza, in sinergia con le altre forze di polizia, ha scoperto poi 93 lavoratori totalmente “in nero”, 164 irregolari e 41 “persone clandestine”, si legge nel report diffuso. 18 le attività imprenditoriali sospese.

Sempre con riguardo all'attività di contrasto alla criminalità economico-finanziaria, le indagini patrimoniali delle Fiamme Gialle nel 2018 hanno riguardato 726 persone e società ed hanno portato al sequestro di beni per 8,4 milioni e a confische per circa 13,5 milioni di euro, con ulteriori proposte di sequestro per oltre 48 milioni. Arrestate in tutto 86 persone per riciclaggio ed autoriciclaggio, reati societari, bancari, fallimentari e usura.

Per quanto riguarda invece il contrasto al traffico illegale di droga, lo scorso anno in Toscana la Gdf ha arrestato 157 narcotrafficanti e sequestrati circa 971 chili di cocaina e 1.107 chili di hashish e marijuana.

Tornando al tema iniziale, c'è da sottolineare come spesso i vertici delle autorità che si occupano di contrastare l'evasione fiscale chiedano norme più stringenti sulla circolazione del 'contante', che favorisce il 'nero' e l'evasione.

Su questo punto però negli ultimi anni sono stati fatti passi indietro. Il governo Monti aveva abbassato a 1.000 euro la soglia massima dei pagamenti in contanti, mentre il governo Renzi successivamente ha rialzato tale soglia a 3mila euro. L'attuale ministro degli interni Salvini vorrebbe abolire ogni limite.

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