Bekaert, lavoratori in presidio: "Chiusura provocherà il deserto" | FOTO

Incontro istituzionale con la Regione contro il licenziamento di 318 persone. Tanti politici in piazza

Hanno presidiato davanti alla Regione durante un incontro dei sindacati con le istituzioni, per ribadire la loro protesta contro i licenziamenti. La multinazionale belga Bekaert ha deciso la chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno e i 318 dipendenti, se non cambierà qualcosa, a settembre saranno senza lavoro. 

Al loro fianco sono arrivati politici di tutti gli schieramenti: dall'ex Ministro Luca Lotti all'ex segretario regionale Dario Parrini per il Pd, fino a Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi di Fratelli d'Italia. "Ci batteremo fino in fondo, con tutte le nostre forze, non lasceremo nulla di intentato. Sono disposto a stare al vostro fianco in qualsiasi forma di lotta che deciderete di intraprendere per far valere i vostri diritti", ha detto il governatore Enrico Rossi ad una nutrita rappresentanza sindacale e i sindaci del Valdarno incontrandoli. 

"Questa è praticamente una serrata - ha detto il presidente - e per prima cosa noi chiediamo che venga immediatamente revocata, che venga subito ritirata la procedura di chiusura di stabilimento. Poi vogliamo aprire un tavolo che consenta di proseguire la produzione"

I sindaci hanno definito "sconvolgente" la situazione che si è venuta a creare sul territorio. "La notizia dei licenziamenti era totalmente inaspettata. L'azienda è inqualificabile sotto tutti i profili, insensibile a qualsiasi proposta di mediazione. La situazione riguarda le 318 persone che lavorano dentro, e tutto l'indotto. Non si può accettare di veder cancellare un'azienda come questa. Se si chiude, da noi rimane il deserto. La vicenda coinvolge non solo Figline, ma tutto il Valdarno. Quello stabilimento c'è da prima della guerra. Dobbiamo coinvolgere anche la Pirelli, e parlare di vicenda Pirelli-Bekaert".

Intanto il Consiglio comunale di Firenze ha approvato, all'unanimità, una risoluzione presentata dal Presidente della Commissione Lavoro Cosimo Guccione, e sottoscritta da tutti i capigruppo, in cui fra le altre cose si invita l'azienda, fra le altre cose, a riconsiderare le scelte annunciate, ritirare la procedura di chiusura dell'attività ed a impegnarsi con le organizzazioni sindacali e di settore per rendere efficiente e competitiva l'azienda in Italia e in Europa. 

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