Bekaert: l'azienda conferma i 318 licenziamenti

Fumata nera al ministero, i sindacati: "Sono arroganti". "Perdite irreversibili" la causa della chiusura

Bekaert non ha accettato la richiesta di sospensione della procedura di licenziamento per i 318 dipendenti dello stabilimento di Figline Valdarno. A renderlo noto è il governatore della Toscana Enrico Rossi. Oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, l'azienda ha accettato di sedersi insieme alle parti. Al tavolo c'era anche il Ministro del Lavoro e Vicepremier Luigi Di Maio, ma le notizie non sono incoraggianti.

Rossi ha parlato di "ferita a tradimento" da parte dell'azienda che nei giorni scorsi ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno dove oggi sono impiegate 318 persone. Duri i sindacati. "Dopo aver sfruttato per quattro anni le competenze dei metalmeccanici toscani, l’azienda decide che è meglio produrre dove il costo del lavoro è più basso, in Slovacchia e Romania". commenta Daniele Calosi della Fiom-Cgil, attaccando per "l'arroganza dell'azienda anche davanti al Ministro". Posizione ribadita dallo stesso segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza.

"Sono per lo più operai di mezza età che se licenziati, avranno grosse difficoltà per trovare un altro impiego", spiega in una nota il segretario generale dell'Ugl Paolo Capone, che sottolinea come "grazie al Jobs Act i dipendenti non hanno diritto alla cassa integrazione" e "molti di loro sono anche prossimi alla pensione". Capone chiede di "scoraggiare le multinazionali a delocalizzare la propria produzione all'estero per fini economici, affinché siano tutelati i diritti dei dipendenti. Speriamo che il governo proceda in tal senso per salvare, in qualche modo, la forza lavoro", aggiunge.

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In una nota, l'azienda ha spiegato che "le perdite degli ultimi anni sono strutturali e irreversibili e hanno portato alla decisione di cessare tutte le attività". Il management ha così confermato l'intenzione di avviare al più presto un dialogo costruttivo teso ad attenuare l'impatto sociale per i dipendenti interessati e ha fatto sapere di voler collaborare a possibili soluzioni di reindustrializzazione che potrebbero delinearsi. 

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