Crisi della Bekaert: verso 200 licenziamenti

Il 16 ottobre incontro pubblico a Figline per sostenere i lavoratori

I lavoratori Bekaert (foto di archivio)

Torna a preoccupare la situazione dei lavoratori Bekaert di Figline, azienda che produceva - tra le altre cose - rinforzi in acciaio, i cui lavoratori saranno in cassa integrazione fino al 31 dicembre. Infatti, come spiega il sindacalista Cigl Daniele Calosi, potrebbero a giorni essere avviate le procedure di licenziamento collettivo. “Bekaert mi ha appena informato, per il tramite di Confindustria Firenze, che entro martedì 15 ottobre procederà all'apertura della procedura di licenziamento collettivo per gli oltre 200 lavoratori di Figline ad oggi in cassa integrazione". "Facoltà che l'azienda ha, sta di fatto, però, che torneremo così a trattare con i licenziamenti puntati alla testa. Si tratta dell'ennesimo atto di arroganza padronale di questa multinazionale".

Il sindacato chiede la proroga della cassa integrazione per cessazione di attività. Intanto ci si prepara per il confronto del 24 ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico.  “E’ inaccettabile che Bekaert - tuona la segretaria generale della Cgil Toscana Dalida Angelini  - voglia stare al tavolo di trattativa e partecipare agli incontri in sede governativa con la pistola del licenziamenti puntata alla tempia dei lavoratori. Come Cgil Toscana saremo al loro fianco e ci adopereremo a che intorno alla loro battaglia per il lavoro, per il loro futuro e quello delle loro famiglie si costruisca il massimo delle mobilitazione possibile certi di ritrovare tutti quelli che erano in piazza, cittadini, istituzioni, il 29 giugno dello scorso anno”. 

Intanto, in vista dell'incontro al Ministero, le istituzioni del territorio hanno organizzato per il 16 ottobre un incontro pubblico a sostegno dei lavoratori. L’appuntamento è fissato alle 21 al Cinema Nuovo di Figline (via Roma 11), dove interverranno le organizzazioni sindacali, la Sindaca Giulia Mugnai, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e i capigruppo del Consiglio Comunale di Figline e Incisa Valdarno Umberto Ciucchi (Figline e Incisa in Comune), Lorenzo Naimi (M5S), Laura Orpelli (PD e Sì per Figline e Incisa), Silvio Pittori (Lega Figline e Incisa) e Cristina Simoni (Gruppo consiliare liste civiche per Figline e Incisa Valdarno). Sono stati invitati, inoltre, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, tutti i sindaci della Città metropolitana di Firenze, incluso il Sindaco Dario Nardella, il prefetto Laura Lega, i sindaci del Valdarno Fiorentino e Aretino, tutti i consiglieri regionali e tutti i consiglieri comunali di Figline e Incisa Valdarno.

Sting con i lavoratori

A quasi tre mesi dall’ultimo incontro sulla vertenza Bekaert, che si è tenuto a Roma al Ministero dello Sviluppo economico lo scorso 17 luglio, l’obiettivo è tenere alta l’attenzione sullo stabilimento figlinese, dal momento che il prossimo 31 dicembre per i 220 lavoratori (dallo scorso anno i lavoratori interessati sono calati di circa cento unità, parte sarà andata in pensione o avrà trovato un altro lavoro ndr) non ancora ricollocati scadrà la cassa integrazione.

“In questi mesi ho incontrato più volte i lavoratori Bekaert e al momento siamo tutti in attesa di risposte sulla reindustrializzazione – spiega la Sindaca Giulia Mugnai-, sulla quale non ci sono ancora certezze. Per questo è importante tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e di tutti i livelli istituzionali coinvolti, anche attraverso incontri come quello che si terrà mercoledì sera. Inoltre, l’appuntamento di mercoledì, che è aperto a tutti, è funzionale a lanciare un messaggio, in vista del tavolo ministeriale che si terrà a Roma il 24 ottobre, e cioè prorogare la cassa integrazione per i lavoratori e, parallelamente, continuare a lavorare in maniera costante per trovare investitori che possano investire sullo stabilimento figlinese. La nostra battaglia, quindi, continua ad essere quella di mantenere il sito industriale attivo sul territorio del Valdarno, già duramente colpito dalla crisi economica. È l’unico modo per tutelare i lavoratori e le loro competenze, ma soprattutto per mantenere attivi sul territorio posti di lavoro”.
 

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