Intervista a Simone Vannuzzi, proprietario fiorentino del brand TO BE

Azienda fiorentina "TO BE" al fashion week di New York nel febbraio 2013. Ecco le parole del proprietario, il fiorentino Simone Vannuzzi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Quando ha capito che la moda sarebbe stata cosi significativa nella sua vita? Cosa o chi ha pilotato questa scelta?

La scelta è stata assolutamente spontanea,certamente la mia origine fiorentino/pratese, sinonimo di arte e imprenditoria, e la voglia di costruire qualcosa con i nostri meravigliosi prodotti italiani e creare un prodotto totalmente made in Italy.Alle spalle una famiglia nel tessile da generazioni, la mia "avventura" comincia dal tessile, nei paesi dell'Ex URSS, dove ho venduto kilometri di flanella pratese per vestire centinaia di migliaia di persone.

Lei è i pochi italiani che presenta il suo Brand, il prossimo febbraio, al Fashion Week di New York, la Fiera più importante al mondo. Che cosa ha significato per lei questo risultato?

Con oltre 7 anni di esperienza nella vendita al dettaglio e di gestione, sono riuscito a creare uno showroom specializzato a New York per farlo diventare un punto trendy e di tendenza, fornendo al contempo il valore e l'unicità del prodotto made in italy nel mercato statunitense.

Chi è la donna TO BE? Quale tipo di donna abbraccia le sue collections?

"TO BE….vuol dire essere, essere tutto, bella, meno bella, ma donna vera, fatta di una carica interiore che la rende unica, To Be, una donna metropolitana, che vive la sua contemporaneità come riflesso di uno stile di cui oggi è assoluta ambasciatrice".

Vedo la mia donna abbandonare le discoteche e sostituirle con gli eventi culturali, musicali, live. La nuova cliente che ama TO BE io la vedo così: vive in una città metropolitana, dove tutto si mescola, razze, emozioni, culture. È attenta alla moda, ma in modo ironico, il tipo di ragazza che puoi incontrare in un museo di Parigi e che, fuori, ha lasciato la bicicletta.

La crisi ha il potere di uccidere il fashion?

Certamente no. Guardare all'estero non è più un'opzione, ma una strategia di sopravvivenza. La crisi è solo la più grande opportunità che possa capitare. Un esempio su tutti: le migliori 500 aziende al mondo stilate da Forbes sono nate dalla crisi del '29. La storia è ciclica e ci insegna che quelli che apparentemente sembrano ostacoli, se presi con il giusto spirito, sono opportunità che ci aiutano a guardare oltre.

Gli U.S.A. sono uno dei paesi più "amici" degli imprenditori, come dimostrato anche dalle statistiche della World Bank, in quanto non hanno la burocrazia che appesantisce l'imprenditoria, come in Italia. Se l'imprenditore presenta un business plane solido e credibile, gli Stati Uniti offrono infinite agevolazioni dai punti di vista fiscale, societario, d'immigrazione e di trasparenza. Sto muovendomi anche sul mercato russo e cinese: una cosa stranissima, i ricchi cinesi non comprano made in China bensì made in Italy!

Quali sono le incertezze del fashion adesso nel 2013?

"Beh io parlerei delle mie certezze. Quella di avere un angelo che mi protegge,di avere ormai un know how consolidato del prodotto,la consapevolezza del nostro made in Italy,e inoltre nozioni di marketing...quella di avere dei sani principi e quella di aiutare il prossimo sempre...

le incertezze?non so cosa siano".

Cosa vuole comunicare con il suo Brand? cosa deve recepire la cliente finale?

Un segnale di ascesa...un percorso fatto di step-on che porterà il marchio ad una sempre più serena e consolidata realtà…TO BE…..nato per essere!!!!!.

E la capsule collection che presenterà a NY al prossimo Fashion Week ????

Ho fatto mio il concetto di Le Corbusier in cui l'uomo, con le sue proporzioni, è il referente assoluto di qualsiasi creazione artistica, per cui, concretizzando il concetto, nasce una linea green philosophy,la ricerca di fibre naturali e rare che, nell'antichità crescevano spontanee e oggi uso nella produzione attraverso tecniche tessili all'avanguardia,tutte peraltro prodotte dai nostri tecnici a Prato, in armonia etica ed estetica con la natura. Fibre come il bamboo, i cereali, la canapa, l'ortica, il loto, ananas, banana, sisal danno effetti speciali, una textura morbida e lucente come la seta, servono a moltiplicare le possibilità creative attraverso la ritorcitura, densità e finitura del filo filato.

Il prodotto ottenuto è stato recepito con entusiasmo dai buyers USA ad una prima presentazione flash in ottobre.

TAG: Simone Vannuzzi To Be Fashion Week New York

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