Non solo Olimpiadi. Asse Firenze-Bologna contro l'overtourism: “Vertice tra Comuni”

Sinistra Progetto Comune: "Fenomeno contribuisce all'aumento delle diseguaglianze"

“Stiamo lavorando con i nostri colleghi del Comune di Firenze e delle altre città europee, in particolare con Barcellona. Nei prossimi giorni ci sarà un vertice tra i Comuni italiani”. Lo ha detto l'assessore alla cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, annunciando l'adesione della città felsinea all'appello, promosso da Pensare urbano e dalla rete Sud Europa circa la questione “turistificazione”, per chiedere al Governo una legislazione in materia di affitti brevi turistici.

Asse Firenze-Bologna, dunque, non solo per quanto concerne la candidatura alle Olimpiadi ma anche per ciò che riguarda “l'impegno per regolamentare gli affitti brevi”, sostiene l'assessore bolognese. L'obiettivo di questo percorso intrapreso insieme da Firenze e Bologna (ma anche Barcellona e altre città europee), prosegue Lepore, “non è impedire l'home sharing e boicottare le piattaforme, ma contrastare le distorsioni speculative e l'eccessiva concentrazione, in alcune aree della città, degli affitti brevi a scapito dell'accesso alla casa per studenti e residenti”. Un problema comune su entrambi i versanti dell'Appennino.

E se i bolognesi stanno organizzando un'iniziativa pubblica con il deputato del Partito democratico Nicola Pellicani, promotore dell'emendamento al decreto Milleproroghe che prevedeva l'introduzione di 'paletti' all'uso di piattaforme come Airbnb, non è escluso che anche i fiorentini si uniranno nell'iniziativa. Iniziativa resa necessaria dalla retromarcia del Pd sulla questione: il giorno dopo aver proposto l'emendamento, infatti, Pellicani lo ha ritirato, assicurando però che “il tema è priorità del Governo”.

Intanto sul fronte fiorentino, i consiglieri comunali Antonella Bundu e Dmitrij Palagi e quello di quartiere Francesco Torrigiani (Sinistra Progetto Comune), hanno promosso un incontro per presentare “le mappe dell'overtourism”. All'incontro-dibattito in Palazzo Vecchio, organizzato in collaborazione con “Firenze città aperta” hanno partecipato Filippo Celata, Antonello Romano, Cristina Capineri, Grazia Galli di Associazione Progetto Firenze, Gianluca Lacoppola della Camera del Lavoro di Firenze e Salvatore Monni, autore del libro “Le mappe della diseguaglianza”.

“Le mappe dell'overtourism contengono dati importanti di cui tenere conto e che invece vengono troppo spesso ignorati nell'azione di governo - sostengono i consiglieri -  Accogliamo dunque con estremo interesse l'auspicio emerso dal dibattito, che vari attori possano sedersi attorno a un tavolo, per pensare a soluzioni che permettano il governo di un fenomeno così complesso, e che sta contribuendo all'aumento dello squilibrio e delle diseguaglianze, generando redditi per pochi, lavoro precario (se non in nero) e trasformando il mercato immobiliare”.

“Colpisce che in Toscana, dove il Governo ha investito molto sul turismo e sempre di più intende promuoverlo sul mercato globale, simili studi non siano ancora inseriti come parte integrante della dotazione di monitoraggi da compiere regolarmente, per valutare l’impatto che le intense politiche di promozione turistica hanno sulla vita dei residenti, la vivibilità delle città e dei borghi, la biodiversità economica delle nostre imprese, il lavoro, la distribuzione del reddito, nonché sulla reale fruibilità del nostro patrimonio culturale” sostiene Grazia Galli dell'Associazione Progetto Firenze.

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“Nell’incipiente campagna elettorale si parla molto di sostenibilità, ma poi ci si limita a declinarla come un aggettivo per nuove infrastrutture, quasi sempre finalizzate a un’ulteriore crescita dei flussi turistici. Sarebbe ora invece di fermarsi e valutarla nella concretezza della vita delle persone e in una prospettiva di lungo termine dello sviluppo del territorio” conclude Galli.

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