Violenza contro le donne: dal 2006 in Toscana 108 femminicidi

In vista della giornata mondiale pubblicati gli ultimi dati

In Toscana negli ultimi 12 anni, dal 2006 al 2017 compresi, sono stati compiuti 108 femminicidi. Centootto donne ammazzate, in gran parte dal partner o dall'ex.

Sono i numeri contenuti nel decimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, curato da Regione e Osservatorio Sociale Regionale e presentato questa mattina, in vista della giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne di domenica 25 novembre.

Nel 2017 i femminicidi in Toscana sono stati 7, contro i 13 del 2016 (un anno dove i casi erano quasi raddoppiati rispetto ai 7 del 2015). 

Dal luglio 2009 al 30 giugno 2018 si sono rivolte ai 24 centri anti-violenza della Toscana 22mila437 donne, con una media di 6 casi al giorno ma con una tendenza all'aumento: sono stati 3mila381 i casi di violenza denunciati (e molte donne ancora non denunciano) nell'ultimo anno della rilevazione.

“Dobbiamo sensibilizzare le nuove generazioni, gli uomini di domani. Il problema della violenza contro le donne non si risolve certo con lo spray al peperoncino (l'allusione è all'iniziativa della Lega, che lo regala alle nuove iscritte, ndr), perché la maggioranza delle violenze avvengono dentro le mura domestiche”, dice la vicepresidente della Regione e assessora alle pari opportunità Monica Barni.

Nel rapporto si legge che, sui 108 casi di femminicidi dal 2006 al 2017, le donne sono state uccise nel 54% dei casi dal partner (marito, compagno, fidanzato o amante), nel 13% dei casi da conoscenti o amici, nell'11% dei casi dall'ex, nel 10% dei casi dal figlio.

“E' una tragedia che colpisce trasversalmente tutte le classi sociali, senza distinzioni – commenta Barbara Pugnalini, la presidente della commissione per le pari opportunità della Regione -. Dobbiamo liberarci da un'eredità che deriva da secoli di stereotipi sessisti fossilizzati da un modello di società patriarcale”.

Quanto alla cittadinanza dell'aggressore, il rapporto segnala che in 83 casi ad uccidere sono stati italiani, in 17 casi stranieri e in 8 casi la cittadinanza risulta sconosciuta. Delle 108 donne uccise 80 erano italiane e 28 straniere.

Tra le altre forme di violenza, quella psicologica si conferma la più diffusa. Nell'ultimo anno è inoltre aumentato il numero delle giovani tra i 18 e i 29 anni che si sono rivolte ai centri anti-violenza. Aumentano anche le violenze attribuite ai parenti e i casi di violenza su bambini e adolescenti (nel 2017 2mila770 bambini e ragazzi sono stati vittime di maltrattamenti in famiglia, contro i 1.478 del 2015 e i 1.921 del 2016).

“Serve una svolta culturale - conclude l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi -. In un tempo in cui si costruiscono muri e si alimenta la paura del diverso, dobbiamo lavorare su una comunità che rispetti il diverso, su una cultura a tutto tondo del rispetto dell'altro”.

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