Viaggi, da Firenze a San Pietroburgo in bicicletta: l'impresa diventa un libro

Niccolò Giordano racconta un giro d'Europa in 80 giorni sull'ex confine della Cortina di Ferro: “Viaggiando abbatti muri, conosci luoghi e persone ma anche te stesso”

Niccolò Giordano

Un giro d'Europa in 80 giorni. Oltre 10 Paesi e 5mila chilometri attraversati, in buona parte lungo quella che era la Cortina di Ferro. E' il sogno, divenuto realtà nell'estate 2017, raccontato da Niccolò Giordano ne 'Sul confine, pedalando da Firenze a San Pietroburgo'.

Cento pagine dove l'autore, 37enne fiorentino alla prima pubblicazione (edizioni Porto Seguro), racconta un'avventura ma anche se stesso, aprendo al lettore riflessioni e considerazioni intime, che pedalando emergono da sole.

Attraverso il viaggio lento infatti - niente a che vedere con l'agonismo super tecnologico che uccide l'epica sportiva e di viaggio - “i lunghi intervalli di tempo in cui sei solo con te stesso sono frequenti”, scrive l'autore.

E allora, dopo ore in sella magari attraversando pianure nordiche, “ti stanchi di guardarti intorno e di incollarti ai soliti pensieri e scegli di scendere più in profondità”. Un 'lusso' raro nella nella frenesia moderna.

Viaggiare in bicicletta “ti consente di incontrare persone stupende, un mondo di solidarietà. Di abbattere muri, conoscere luoghi, persone ma anche te stesso ”, dice Niccolò, illustrandoci il volume nel salotto di casa.

Perché questo titolo? “Ha a che fare con l'itinerario percorso, certo. Ma è anche un modo di riallacciarmi ai 'confini' che abbiamo dentro, ai nostri limiti”.

Quello dell'autore è un invito a rallentare, in antitesi all'ossessivo dogma de “il tempo è denaro” e “allo svuotamento dell'epoca dell'arrivismo e dell'ansia da prestazione”.

Considerazioni che affiorano qua e là pedalando lungo il Danubio, sulle coste del mar Baltico, o magari entrando in sella in città come Kaliningrad: nome esotico e lontano e invece, guarda un po', ci possiamo arrivare in bici.

Il tutto raccontato sul filo degli aspetti pratici e della quotidianità del viaggio, assieme all'amico Jacopo Bardi, fiorentino anche lui, attraverso l'incontro con i due amici Giacomo e Cesar (tutti fondatori de I Riciclabili, un nome un programma), tra aneddoti (Jacopo che rompe la catena tra l'Austria e la Slovenia), mangiate epiche, boccali di birra, campeggi e ospitalità.

Tra i ringraziamenti, uno speciale 'a chi non ha paura della diversità e a chi ha fiducia nell'altro'. “Perché la Cortina di Ferro non esiste più ma nel mondo oggi ci sono più muri di allora”, riflette Giordano, pochi giorni dopo il trentennale della caduta del Muro di Berlino.

Ancora voglia di pedalare? “Certo, il prossimo viaggio è già in cantiere”. E allora buona pedalata a tutti, anche attraverso le pagine di questo bel libro. (la prima presentazione domani, sabato 16 novembre alle 18, al 'Caffè degli Artigiani' di via dello Sprone).

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