Bagno a Ripoli: sversamento di 300 litri di gasolio vicino al torrente Ema

Sembra rientrata l' emergenza per lo sversamento di 300 litri di gasolio vicino al Torrente Ema a Bagno a Ripoli. I tecnici del Comune e dell'Arpat però parlano di inizio di "contaminazione del fosso"

Il Comune di Bagno a Ripoli informa che il 30 dicembre 2010 l'ufficio ambiente ha ricevuto la notizia dello sversamento di circa 300 litri di gasolio su proprietà privata. Lo sversamento deriva da una cisterna fuoriterra di un condominio nella zona di Grassina ed ha depositato il carburante nell'impianto di depurazione a servizio dello stesso condominio, il cui scarico termina in un fosso, che dopo 500/600 metri si riversa nell'Ema.

Il tempestivo sopralluogo effettuato dai nostri tecnici insieme a quelli dell'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha verificato un inizio di contaminazione del fosso, così è stata immediatamente predisposta un'ordinanza urgente del Sindaco a tutti i condòmini perché non vi fossero ulteriori scarichi. In queste ore si sta provvedendo affinché il proprietario della cisterna metta in sicurezza l'impianto e ripulisca l'area.

“È andata bene e la situazione è sotto controllo – ha dichiarato il Sindaco Luciano Bartolini -. Per fortuna, infatti, una persona responsabile, a differenza dei diretti interessati, ci ha allertati ed ha consentito l'immediato intervento dei nostri tecnici e di quelli dell'Arpat. Da questo episodio, che si avvia a positiva soluzione, nascono però un insegnamento e un invito. Ciò che c'è da imparare da parte di certi privati è di non trascurare la manutenzione ed il corretto funzionamento degli impianti energetici e dei depositi di carburante, perché le conseguenze della trascuratezza possono essere gravi per la collettività e l'ambiente. L'invito forte che ci sentiamo di fare è, nel caso in cui si verifichi un problema analogo a quello di ieri, di non coprire, ma informare tempestivamente il Comune e collaborare, in modo che ci si possa attivare immediatamente, come è accaduto ieri, ed evitare complicazioni peggiori e gravi danni all'ambiente”.

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