Perché a Firenze la tuta si chiama toni

Toni (fonte di Marikas1975)

“Domani hai ginnastica a scuola, mettiti i' toni!”. Quante volte le mamme fiorentine hanno pronunciato questa frase. Sempre utilizzando la parola “toni”, che nel dialetto toscano, principalmente nella zona di Firenze e dintorni, indica la tuta da ginnastica. Un'espressione cara a tutti i fiorentini di nascita e d'adozione, diffusa tra vecchie e nuove generazioni, il cui utilizzo rischia di lasciare interdetto l'interlocutore non avvezzo al nostro vernacolo. Mentre le sue origini risalgono indubbiamente al periodo del secondo dopoguerra, esistono ben tre differenti versioni sulla comparsa di questa parola nel dialetto fiorentino. 

La prima, forse anche la più diffusa, sostiene che i soldati americani d'istanza a Firenze, non appena ricevuto l'ordine di rimpatrio a guerra finita, cucirono sulle loro tute la sigla TO N.Y. (acronimo inglese di “A New York”), per indicare l'imminente ritorno a casa. Sembra però che queste tute sportive non siano mai state spedite oltreoceano, finendo sui banchi del mercato di San Lorenzo, dove i fiorentini potevano acquistarle come indumenti usati. Proprio qui sarebbe dunque nata l'identificazione tra la tuta da ginnastica e il termine “tony”, successivamente italianizzato con l'aggiunta della “i” finale. 

Una seconda versione, certo meno romantica della prima, identifica la parola con l'acronimo -stavolta tutto italiano- di Tuta Olimpica Nazionale Italiana, realizzata in occasione delle Olimpiadi Berlino nel 1936, dove gli atleti della squadra italiana, per la prima volta e a differenza delle edizioni precedenti, si presentarono tutti con indosso la stessa tuta sportiva, confezionata per l'occasione proprio a Firenze. 

Secondo la terza e ultima versione invece, la parola sarebbe il diminutivo di un nome proprio, quello di un certo Anthony, personaggio singolare e un po' sempliciotto, dall'aspetto trasandato e mal vestito. Lo Zingarelli, Vocabolario di lingua italiana, accetta questa etimologia e alla voce “toni” indica come significato quello di “semplicione, babbeo”, oltre che quello di “pagliaccio del circo”. Come fa notare anche l'Accademia della Crusca, citando le considerazioni della studiosa Ornella Castellani Pollidori, anche l'Oxford English Dictionary parla di un tony (stavolta con la “y”) col senso di “a foolish person, a simpleton”, ovvero una persona sciocca, sempliciotta.

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