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Turista americano danneggia statua nel Museo dell’Opera del Duomo

Il danneggiamento sarebbe stato causato da una disattenzione dello statunitense. L'uomo si è scusato. Questo però non gli risparmierà una denuncia per danneggiamento

redazione 5 agosto 2013
La statua danneggiata
La statua danneggiata

Ancora danni al patrimonio artistico di Firenze. Dopo la scritta vergata con un pennarello nero da ignoti sul Battistero in piazza San Giovanni, adesso a venir lesionata è stata una statua custodita nel Museo dell'Opera del Duomo. L’opera, un’Annunciazione, fa parte di gruppo scultoreo in marmo di Giovanni d’Ambrogio, importante scultore fiorentino della fine del Trecento, inizi del Quattrocento. Stavolta, al contrario di quanto successo nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto, è stata una casualità.

Una disattenzione di un turista americano che ha urtato involontariamente la scultura. Il danno provocato sarebbe al dito di una mano di una statua. Il personale del museo è subito intervenuto e lo stesso turista si è scusato per l'accaduto, ma ciò non gli risparmierà probabilmente la denuncia per danneggiamento.

Una guardia del Museo ha visto il turista che si era avvicinato all’opera, come per prendere le misure della mano, ed è intervenuto subito per fermarlo ma il danno era già stato fatto. I tecnici sono già al lavoro per valutare l'entità del danno.

“Non si tratta fortunatamente di un danno grave”,  sottolinea il direttore del Museo dell’Opera Timothy Verdon, ”in quanto il dito danneggiato, come altre dita delle mani della Vergine e dell’Angelo Annunciante, non è originale ma rifatto in gesso in epoche passate”.

Nell’archivio dell’Opera risultano, infatti, più di un restauro in quest’area: le dita sono le parti più fragili di questo gruppo scultoreo fin da quando fu realizzato. “D’altra parte siamo sicuri che il danno è stato causato dal turista americano”, prosegue Verdon, “perché l’opera è tornata recentemente dalla mostra agli Uffizi Bagliori Dorati, dove era esposta, e quindi al suo rientro è stata accuratamente controllata”. Come direttore del Museo, afferma Timothy Verdon, “mi preme sottolineare come in un mondo globalizzato come il nostro sembra che si sia dimenticata una delle regole fondamentali per visitare i musei, e cioè che non si toccano le opere!”.

RIMOSSA LA SCRITTA SUL BATTISTERO

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