Turismo e hotel di lusso: “Stanze da 500 euro a notte, ma chi ci lavora prende 4 euro l'ora”

La denuncia della Cgil: “Il turismo crea ricchezza? Sì, ma solo per pochi, è una vergogna”

Il turismo porta ricchezza e benessere per tutti? Ce lo ripetono spesso, ma a scandagliare cosa c'è dietro la parola 'turismo', soprattutto se associata a 'di lusso', si scopre che spesso non è così.

“Quello che accade oggi a Firenze è una vergogna”. Non usa mezze parole, Massimiliano Bianchi, della Filcams Cgil, al presidio di questa mattina in piazza Strozzi, nella tappa fiorentina della campagna sindacale 'BackStage', per denunciare cosa si cela dietro molti ingressi patinati.

“Non tutti, certo. Ma alcuni casi sono scandalosi. Ci sono alberghi extra lusso dove si pagano 500 euro a notte. Quegli stessi alberghi che appaltano i servizi di pulizie ai piani a ditte esterne, che non applicano il contratto del turismo e pagano facchini o addetti alle pulizie 4 o 5 euro l'ora”, spiega Maurizio Magi, altro sindacalista Cgil.

Il sindacato punta il dito anche contro le istituzioni preposte ai controlli. “Si tratta di lavoratori che, per legge, dovrebbero rientrare nel contratto collettivo nazionale del turismo e invece vengono costretti ad accettare forme di contratto meno vantaggiose. Va tutto bene? Dove sono i controlli? Cosa dicono le istituzioni?”, chiede Magi.

Resta diffuso, nel settore turistico, che si tratti di bar, ristoranti o hotel di lusso, il lavoro nero: “Una piaga inaccettabile”. Così, dati alla mano, le vertenze alla Cgil fiorentina si aprono al ritmo di quasi una al giorno, oltre 300 l'anno.

“Le esternalizzazioni di servizi come pulizie e facchinaggio costano la perdita di diritti e pezzi di salario ai lavoratori, oltre ad alimentare il rischio di cottimo e di appalti illeciti. In bar e ristoranti? Non manca il lavoro nero o grigio, con lavoratori con contratti a 20 ore che poi ne fanno altrettante al nero e con straordinari non pagati”, denunciano Magi e Bianchi.

Ci sono poi gli abusi sui contratti a chiamata, le aziende che pattuiscono stipendi contrattando un netto in busta paga e poi non pagano i contributi, e via dicendo.

Non se la passano bene nemmeno quelli che lavorano nei musei, in vere e proprie 'istituzioni' cittadine, celebri nel mondo. “Uffizi e Accademia? I 300 lavoratori dei servizi in appalto stanno col fiato sospeso perché ai cambi di appalto in fase di realizzazione rischiano lavoro, tutele e salario - dicono i sindacalisti -. Gente che guadagna mille euro al mese, a volte nemmeno, a fronte di milioni di turisti che visitano questi musei”.

Eppure l'industria del turismo macina soldi a palate. “Vale il 20% del pil cittadino. Un settore che produce una ricchezza immensa. Cosa chiediamo? - proseguono i sindacalisti della Cgil -.  E' molto semplice, che questa grande ricchezza prodotta sia ridistribuita anche ai lavoratori che questo settore lo fanno andare avanti”.

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Ad ascoltarli ci sono anche i 25 lavoratori in appalto dell'Hotel Conference, l'ex Sheraton. Da tre mesi non prendono lo stipendio e non hanno ricevuto i contributi per diversi mesi di lavoro. Lavorano in un hotel a 4 stelle ma di 'ricchezza' loro ne vedono poca.

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