Turismo responsabile: le proposte di Cgil e Sunia per arginare "l'overtourism" di Airbnb

La segretaria della Camera del Lavoro Paola Galgani: "Rendita, illegalità, lavoro nero sono emergenza nel settore"

“Le città del lavoro nelle città del turismo: Overtourism, lavoro e casa in Toscana”: è il titolo del convegno, organizzato da Cgil e Sunia Toscana, che si è svolto ieri a Firenze, con il sindacato degli inquilini Sunia che ha presentato un decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana, assieme a Cgil Toscana e con il Patrocinio della Regione Toscana.

Lo scopo era quello di indagare sulle mutazioni dei comparti produttivi ed abitativi e della condizione del lavoro e dell'abitare nelle città a più alta vocazione turistica: come incide sulla vita quotidiana l'overtourism (che si potrebbe tradurre dall'inglese come 'eccesso di turismo')?

E poi: come cambia il lavoro e come l'esplosione degli affitti brevi turistici (primo su tutti Airbnb) incide sul patrimonio immobiliare delle città, sulla residenza, sull'aumento del costo degli affitti e sulle difficoltà a trovare una casa dove abitare? Ne è uscito una sorta di decalogo.

L'impatto economico di Airbnb in Toscana

Nel 2018 – è emerso dall'incontro - l’impatto economico diretto di AirBnb in Italia è arrivato a 5 miliardi di euro. Il nostro Paese si posiziona al quarto posto tra quelli che hanno riscontrato i maggiori benefici economici grazie ai flussi turistici legati alla piattaforma, dopo Stati Uniti, Francia e Spagna e seguito dal Regno Unito.

A livello regionale, il Lazio spicca per numero di arrivi e entrate economiche, con più di 1 miliardo di euro. A seguire, al secondo posto, la Toscana, con 961 milioni di euro e al terzo posto la Lombardia con 760 milioni di euro.

In Toscana si stima che per l’anno 2019 vi sarà un ulteriore aumento del 15% delle presenze di alloggi su piattaforma per affitti brevi e che solo nel corso del biennio 2017/2018 gli annunci siano raddoppiati, con la maggior concentrazione su Firenze e poi Siena, Lucca, Pisa e Livorno (con l’isola d’Elba che appare ormai a completo appannaggio dei turisti, sotto il profilo abitativo).

L'impatto economico di Airbnb a Firenze

Se si considerano le singole città italiane, secondo stime della piattaforma AirBnb, quella con l’impatto economico stimato più significativo è Roma (961 milioni di Euro), mentre Firenze si piazza al secondo posto con 445 milioni, seguono Milano (382 milioni), Venezia (300 milioni) e Napoli (160 milioni).

“La notevole crescita dei flussi del turismo e delle attività economiche a esso collegate (destinata secondo le previsioni a proseguire a ritmi sostenuti almeno fino al 2030) ha indotto notevoli trasformazioni nelle nostre città, rendendo urgenti interventi normativi finalizzati a consentire rapidi adeguamenti nelle politiche del lavoro, abitative, fiscali e urbanistiche, per salvaguardare l’equilibrio socio-economico delle città stesse e la loro relazione con il territorio circostante”, si legge nella nota diffusa da Cgil e Sunia dopo il convegno.

Tra gli altri hanno partecipato Maurizio Brotini e Simone Porzio per la Cgil, la segretaria del SUNIA Toscana Laura Grandi e gli assessori alla casa comunale e regionale, rispettivamente Andrea Vannucci e Vincenzo Ceccarelli.

Di seguito le richieste messe insieme dai sindacati e rivolte alla politica, racchiuse in un 'Decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana'

Proposte per un turismo sostenibile

1) Definizione normativa di residenza abitativa.

Promuovere e coordinare adeguamenti dell’assetto normativo tra legislazione regionale e strumenti urbanistici comunali al fine di arrivare a una distinzione univoca tra residenza abitativa permanente e altre forme di residenzialità temporanea (case vacanze, b&b, locazioni brevi, studentati ecc.)

2) Piattaforma web pubblica.

Mettere a disposizione una piattaforma pubblica per la promozione a titolo non oneroso delle attività di locazione, coabitazione, ricezione turistica presenti nei territori comunali della Toscana, collegati e individuabili tramite mappa geo-referenziata al fine di sostenere le piccole e medie attività, rafforzandone il legame con il territorio e favorendo il turismo nelle aree interne d promuovere la trasparenza nel settore, incentivando l’emersione dal nero e la cooperazione pubblico privato.

3) Residenti e città.

Predisporre agevolazioni per favorire l’affitto in centro storico, con un occhio di riguardo per i giovani che vorranno abitarvi, incentivi per i proprietari che affittano ad uso residenziale e a canone sostenibile con aliquota agevolata IMU e contributo economico per il locatore che decide di mutare il contratto da libero per turisti a contratto abitativo.

4) Leva Urbanistica.

Impedire, dal punto di vista urbanistico, il cambio di destinazione d’uso di fabbricati in modo da impedire destinazioni a fini speculativi, a danno soprattutto della residenzialità.

5) Edilizia Popolare.

Le dismissioni degli edifici demaniali e di enti previdenziali pubblici dovrebbero andare ad incrementare il numero di case popolari e di edilizia sociale. Investire nell’edilizia pubblica a canone sociale e agevolato nei centri storici e non solo. Prevedere interventi pubblici di riqualificazione affinché i tanti spazi e contenitori vuoti o abbandonati, attraggano nuovi residenti di tutti i ceti sociali.

6) Cedolare secca per affitti brevi.

Eliminare la cedolare secca al 21% per gli affitti brevi ad uso turistico e farli rientrare nella tassazione ordinaria.

7) Reddito d’impresa.

Quando viene effettuata un’attività di affitto costante e destinata al turismo, la locazione dell’abitazione dovrebbe essere configurabile come attività d’impresa: non dovrebbe essere consentito a chi svolge tale attività l’accedere al regime forfettario che prevede una tassazione irrisoria a favore, peraltro, dei redditi più alti.

8) Una legge per le città ad alta tensione turistica.

Il Governo centrale dovrebbe prevedere maggior poteri ai sindaci per limitare l’accesso di turisti in specifiche aree della città, per disporre di precisi limiti restrittivi all’uso del suolo pubblico a fini commerciali e poteri riguardo la limitazione del numero di immobili destinabili alla locazione turistica in specifiche aree cittadine.

9) Accesso alle città.

Attribuire alle amministrazioni comunali la possibilità di limitare l’accesso, la circolazione e la sosta in specifiche aree della città ad autobus, pullman o auto, adibiti al noleggio con conducente o al trasporto merci.

10) Convivenza mista e sicurezza nei condomini

Prevedere modifiche alla normativa statale in tema di condominio per consentire diversi criteri di ripartizione delle spese condominiali in presenza di attività ricettive (professionali e non) eventualmente presenti non più proporzionalmente ai millesimi di proprietà, ma in base a specifiche tabelle che tengano conto del maggior uso di beni e servizi comuni E’ altresì indispensabile che il legislatore intervenga per adeguare le abitazioni destinate ad attività ricettiva ai parametri di sicurezza di impianti e dotazioni, per scongiurare incidenti ai danni di persone e cose come già più volte verificatosi.

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“Il turismo produce una ricchezza che non viene redistribuita. Di sicuro non al lavoro, e non alla città con servizi alla città. La rendita, l’illegalità e il lavoro povero sono l’emergenza nel settore turistico. Abbiamo fatto nelle settimane scorse proposte concrete. Ci auguriamo - commenta Paola Galgani, segretaria generale della Camera del Lavoro di Firenze -, che prosegua il confronto con Amministrazione e parti datoriali per trovare risposte ai bisogni della città e dei lavoratori”.

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