Tramvia: 200 milioni per arrivare a Bagno a Ripoli, ecco i progetti / FOTO

Presentati dal sindaco al Quartiere 3, quasi certo un nuovo ponte sull'Arno: "Terminiamo entro il 2023 se no addio fondi europei"

Di fronte ad oltre 300 persone il sindaco Dario Nardella ha illustrato ieri sera al Teatro Reims di Firenze Sud le quattro ipotesi allo studio per la futura linea 3 della tramvia, quella che andrà da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli. “Siamo qui per ascoltare le vostre proposte e considerazioni”, dice Nardella dal palco, illustrando le varie opzioni messe nero su bianco dai tecnici.

Già definito il percorso iniziale: i binari, partendo da piazza della Libertà, passeranno al centro dei viali fino a raggiungere piazza Beccaria, poi proseguiranno fino al lungarno della Zecca e poi si dirigeranno verso lungarno Colombo. Da qui si aprono diversi scenari, come è possibile vedere dalle slide sotto.

La prima ipotesi (A) è l'unica che non prevede la costruzione di un nuovo ponte, dopo quello da Verrazzano. Secondo questo progetto sia il doppio binario della tramvia che il traffico veicolare passerebbero da ponte da Verrazzano con i binari che si dividerebbero in piazza Gavinana: uno dritto verso viale Giannotti e l'altro in direzione via Giovanni delle Bande Nere, piazza Gualfredotto, via Datini.

Le altre tre ipotesi prevedono la costruzione di un nuovo ponte sull'Arno, poco dopo quello da Verrazzano, in direzione Bellariva. “Sarebbe simile a quello già costruito dopo il ponte alla Vittoria per la linea 1”, spiega Nardella.

A seconda del progetto che sarà scelto, sul nuovo ponte passerebbero o il doppio binario della tramvia o il traffico veicolare (con la tramvia fatta passare sul ponte da Verrazzano in quest'ultimo caso). Secondo queste tre ipotesi il traffico veicolare o la tramvia (a seconda della scelta finale) dopo il ponte attraverserebbero parte dell'area occupata dal deposito dell'acquedotto di Publiacqua.

L'ipotesi B dunque, dopo il passaggio della tramvia sul nuovo ponte, prevede che il tram attaversi via Villamagna, via Castiglionchio e sempre su doppio binario fino a piazza Gualfredotto. Qui si dividerebbe, un ramo su via Datini e uno su viale Giannotti: rami che si ricongiungerebbero in viale Europa.

Nell'ipotesi C la tramvia corre sempre su binario parallelo, senza biforcarsi. Il tram passerebbe sul nuovo ponte, attraverserebbe via Villamagna e poi su doppio binario su via Castiglionchio, piazza Gualfredotto, via Caponsacchi, viale Giannotti, viale Europa. In questo caso la viabilità principale per il traffico diventerebbe via Datini (ma resterebbe una corsia di marcia per senso anche in viale Giannotti). Diversi dubbi e perplessità, anche dal pubblico, per il passaggio 'critico' sulla direttrice Castiglionchio-Gualfredotto-Caponsacchi.

L'ipotesi D è quella che ieri ha riscosso più applausi e consensi dai partecipanti, ed è probabilmente quella che i tecnici metteranno a punto nei prossimi giorni. Il nuovo ponte sarebbe destinato al traffico privato, mentre la tramvia, anche in questo caso senza mai dividersi, passerebbe sulla direttrice piazza Ravenna-piazza Gavinana-viale Giannotti-viale Europa per poi proseguire fino a Bagno a Ripoli. Punti critici la curva sul ponte a 90 gradi e la strettoia di fronte al circolo Vie Nuove: qui rimarrebbe solo una corsia di traffico in uscita città.

Scartata l'idea avanzata da alcuni cittadini di fare passare la nuova linea in via Villamagna. "Deve servire il maggior numero di persone possibile, se no l'investimento perde valore. In via Villamagna passerebbe accando all'Arno, le abitazioni sono molte meno e il servizio sarebbe meno utile", spiega il direttore generale di Palazzo Vecchio, l'ingegnere Giacomo Parenti. "Saranno tagliati alberi?", chiede una residente. "A prescindere dalla tramvia, tutti gli alberi lungo i viali saranno nel tempo tagliati e sostituiti, sono troppo vecchi", replica Parenti.

Il tempo stringe e i soldi in ballo sono tanti. “Dobbiamo costruire la linea entro il 2023 se no perdiamo 80 milioni di fondi europei”, spiega Nardella, per un'opera che in tutto ne costerà tra i 180 e i 200 di milioni. "La tramvia sarà una grande opportunità per tutti", aggiunge il primo cittadino di Bagno a Ripoli Francesco Casini.

Entro la fine dell'anno deve essere stilato il progetto definitivo, così da arrivare a quello 'esecutivo' a primavera del 2019, poi completare i passaggi burocratici, il bando di gara, l'affidamento dei lavori e poter partire a gennaio 2020.

“Si prevedono due anni e mezzo di lavori”, spiega il progettista Santino Caminiti di Architecna. La linea sarebbe così in funzione tra la metà e la fine del 2022. Come insegnano le linee 1 e 2 però, i ritardi, per i motivi più svariati, sono sempre dietro l'angolo.

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