Tramvia, la Cisl: "Incredibile non collegare l'Osmannoro"

Il segretario toscano Stefano Boni: "Si continua a progettare la mobilità dimenticando una delle area industriali e manifatturiere più importanti"

"Anche nel nuovo accordo tra Regione e Città metropolitana sulla tramvia, che mette in rete con Firenze anche Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Scandicci, non viene considerata l’area industriale di Osmannoro, dimenticando così migliaia di lavoratori costretti a usare il mezzo privato per via di un servizio autobus insufficiente. Eppure le soluzioni per portare la tramvia a Osmannoro ci sono".

A dirlo è il segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, che avanza due possibili soluzioni e chiede che vengano realizzati degli studi di fattibilità in merito, perché "non comprendiamo come nel progetto della mobilità pubblica per i prossimi 20/30 anni non venga considerata l’area industriale di Osmannoro".

La prima soluzione proposta dalla Fit riguarda la linea 4 per le Piagge. "Per raggiungere, come prevedono i nuovi accordi, Campi Bisenzio, - dice il Segretario Fit - la linea potrebbe tagliare l’area dell'Osmannoro in modo da servire tutta la zona industriale. La garanzia che il servizio sarebbe sempre al pieno delle potenzialità é garantito dalla popolazione di Campi".

La seconda soluzione chiama in causa la linea 2 per l’aeroporto, il cui tracciato é stato deciso di prolungare fino al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino passando dalla stazione FS di Castello. In questo caso la Fit propone che "dal Polo si prosegua in direzione retta per ricongiungersi alle Piagge con la linea 4, chiudendo un anello molto importate per la viabilità".

"Nell’ottobre scorso – ricorda Boni –, assieme agli altri sindacati abbiamo promosso un incontro con gli assessori ai trasporti del comune di Firenze e della Regione Toscana, per sottolineare l'importanza di un servizio pubblico che porti i lavoratori da Santa Maria Novella a Osmannoro con un collegamento veloce ed efficace, mentre attualmente il servizio di autobus é insufficiente e non competitivo. Ma ad oggi si continua a progettare la mobilità dimenticando la vocazione industriale e manifatturiera di questa importante area al centro della Toscana".

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