Reggello, si risolve il caso della ragazzina senza musica

Da ieri la piccola musulmana a cui era vietato ascoltare la musica per motivi religiosi è tornata a condividere le note insieme ai suoi compagni di classe. Il padre ha deciso di adeguarsi

E musica fu. Dopo la tormenta mediatica dei giorni scorsi le cose sono cambiate o almeno si suona una diversa sinfonia. La giovane teenager marocchina potrà partecipare attivamente alle lezioni di musica della scuola “Massimiliano Guerri” di Reggello non occlusa dalle cuffiette imposte dal padre per un presunto obbligo della legge islamica. Infatti secondo il credo, o almeno secondo il severo giudizio del padre, osservante della legge coranica, la musica avrebbe reso inpura la figlia.

Da tempo si dilungava la questione tanto che l'anno precedente la ragazza aveva persino perso un anno per le numerose assenze. Il padre dice di aver capito e tende a sottolineare un fraintendimento del regolamento scolastico. Intanto il genitore è stato convocato dai dirigenti scolastici appianando le "note" della discordia. Già il sindaco l'anno scorso aveva segnalato l'anomalia della studentessa con le cuffie.

LEGA NORD - In prima linea anche il capogruppo della Lega Nord Marco Cordone: "L'atteggiamento del padre contrastava con gli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione ed anche perché lo stesso padre vive con la sua famiglia in una casa popolare sovvenzionata con i soldi pubblici di quelle persone che lui considera infedeli, avevamo chiesto al Sindaco di Reggello, come è sua facoltà grazie ai decreti Maroni, di revocargli il permesso di soggiorno". 

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